Ideal Standard, si apre una nuova fase

Fallita la trattativa con la multinazionale, ci sono 300 addetti da ricollocare. La coop può ripartire da un altro sito
Sergio Bolzonello (Vicepresidente Regione FVG e assessore Attività produttive e Cooperazione) al Tavolo sulla situazione della Ideal Standard di Orcenico, nella sede della Regione Friuli Venezia Giulia - Pordenone 28/01/2016
Sergio Bolzonello (Vicepresidente Regione FVG e assessore Attività produttive e Cooperazione) al Tavolo sulla situazione della Ideal Standard di Orcenico, nella sede della Regione Friuli Venezia Giulia - Pordenone 28/01/2016

ZOPPOLA. Dopo il naufragio della trattativa tra Ideal Standard e Idealscala, per gli ex dipendenti del sito di Orcenico si apre una nuova fase, che prevede anche la valutazione del proseguimento dell’attività della coop in nuovo sito produttivo per la ceramica. Fase che riguarda l’attivazione sì di politiche industriali, ma pure di politiche attive del lavoro.

E’ emerso dall’incontro di ieri tra sindacati, vicegovernatore Sergio Bolzonello, rappresentanti di Idealscala, Confcooperative e Unindustria e sindaco di Zoppola, Francesca Papais. Assente, invece, come preannunciato, la multinazionale, che nelle scorse settimane aveva ventilato l’ipotesi di manifestazioni di interesse per l’acquisizione del sito da parte di altri soggetti. Manifestazioni su cui Regione e sindacati intendevano vederci chiaro, ma l’azienda, non sedendo al tavolo, non l’ha consentito.

«L’assenza della proprietà ci fa dire che quella partita è definitivamente chiusa: ora si aprono nuove strade anche sul fronte legale e dei risarcimenti – afferma Bolzonello –. Ma soprattutto abbiamo circa 300 persone da ricollocare: oltre alle politiche attive del lavoro che la Regione sta già seguendo, vanno cercate condizioni per creare nuova imprenditoria». Sul fronte industriale, nell’incontro si è affrontata la questione delle possibili prospettive per gli ex lavoratori.

«Da una parte c’è la possibilità, non semplice, di dare continuità alla produzione della ceramica in provincia – aggiunge Bolzonello –. Dall’altra l’ipotesi di nuova imprenditoria anche in settori e siti diversi, facendo leva sulle direttrici di sviluppo che interessano la regione (agroalimentare, meccanica e tecnologie marittime).

Siamo di fronte a una nuova partita che non è più quella relativa a Ideal Standard come l’abbiamo vissuta sinora, ma che vuole ridare centralità all’impresa per dare risposte a circa 300 famiglie. Ci sono segnali che ci portano a dire che possiamo perseguire questo obiettivo: strumenti regionali e risorse per dare concretezza a ipotesi di nuova impresa ci sono».

«Condividiamo l’ipotesi di trovare soluzioni alternative al sito di Orcenico, peraltro già anticipate nei mesi scorsi, dato che Ideal Standard si è dimostrato un interlocutore poco affidabile sul piano delle relazioni – dichiara il direttore Marco Bagnariol –. La forma cooperativistica, col suo valore di economia sociale a favore del territorio, ben si adatta anche a soluzioni in siti differenti, magari partendo da una piccola ma solida realtà nel campo della ceramica, visto che il modello della grande multinazionale qui non ha portato benefici».

Dal canto loro, Cgil, Cisl e Uil mettono in evidenza la positività del «programma di lavoro di territorio approntato, che contempla tavoli tecnici e si pone l’obiettivo di affrontare tre questioni. Dai percorsi imprenditoriali alle azioni legali contro la multinazionale, alle azioni legate alla bonifica del sito di Orcenico, che l’azienda deve realizzare (la copertura è in amianto). Approfondiremo queste tematiche ed elaboreremo le strategie da mettere in atto».

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