Ideal Standard, ore decisive per Orcenico

I sindacati hanno consegnato al prefetto il documento con la ricetta salva fabbrica. Oggi il vertice al ministero
FOTO MISSINATO - IDEAL STANDARD
FOTO MISSINATO - IDEAL STANDARD

UDINE. I “conti” del sindacato in tasca ad Ideal Standard. E’ stato consegnato ieri sera al prefetto di Pordenone, Pierfrancesco Galante, dai segretari provinciali di Femca, Filtcem e Uiltec, Franco Rizzo, Giuseppe Pascale e Maurizio Sacilotto, accompagnati dai delegati dello stabilimento di Orcenico, il dossier che analizza le performance competitive della fabbrica pordenonese, smentendo le ragioni addotte dalla multinazionale americana a giustificazione della scelta di chiudere Zoppola.

Il dossier è stato consegnato al prefetto affinchè lo recapiti al ministero dello Sviluppo economico dove questa mattina è stato riconvocato il tavolo di confronto tra azienda, sindacati e Regioni. Un compito, quello di riferire al Mise, di cui il prefetto si è fatto carico provvedendo ad inviare al ministero il dossier con evidenziate le varie voci di costo e di perfomance dei tre siti Ideal Standard in Italia.

Galante ha ascoltato con attenzione i rappresentanti sindacali e ha condiviso la preoccupazione per le vertenze aperte, quella di Ideal Standard a cui si somma ora l’Electrolux, per le implicazioni che esse potranno avere sulla vita dei lavoratori ed anche sul piano sociale e dell’ordine pubblico.

E quello di oggi è davvero un momento cruciale di questa vertenza, è - o dovrebbe essere - il giorno delle decisioni, anche perché domani, 31 ottobre, scade la moratoria che Ideal Standard ha concesso relativamente all’avvio della procedura di messa in mobilità di 450 lavoratori che deve scattare con la fine dell’anno.

Oggi si dovrebbero tirate le somme sulle eventuali disponibilità delle Regioni a sostenere investimenti finalizzati al recupero di competitività della compagnia in Italia (e com’è noto la Regione Fvg lo ha già fatto garantendo il sostegno ad un progetto da poco meno di 5 milioni di euro in cui sono previste risorse per azioni sul processo e sul prodotto ma anche una parte significativa di risparmio sul costo del lavoro), e si dovrebbe sapere se il ministero del Lavoro, di concerto con il governo, intenda garantire a tutto il gruppo l’accesso alla cassa integrazione in deroga per i primi sei mesi del 2014, cosa che renderebbe disponibile un periodo di tempo utile ad individuare alternative alla dismissione di un sito produttivo.

Il documento messo a punto dai sindacati pordenonesi è una carta importante in questa partita perché dimostra, con dati oggettivi, quanto Orcenico sia già più competitivo di quel che l’azienda sia disposta ad ammettere, e quindi meritevole di una chance. Un lavoro che non vuole spostare una scelta, della serie non si chiuda Orcenico ma Trichiana, ad esempio, ma riaprire un ragionamento complessivo che individui soluzioni sostenibili per tutte e tre le fabbriche del Gruppo.

L’esito del summit di oggi sarà reso noto ai lavoratori nel corso delle assemblee già convocate per domani. (e.d.g.)

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