I vandali bruciano il Pignarul dell’Epifania

I ragazzi del paese lo avevano realizzato con cura e passione. Corsa contro il tempo per garantire la tradizione, anche se in tono minore

MAGNANO. Ignoti durante la notte hanno appiccato il fuoco a uno dei tre pignarui allestiti nel comune di Magnano in Riviera. Ad essere bruciato prima del tempo il pignarûl del capoluogo che era stato preparato lungo la pista ciclabile durante le ultime settimane dai ragazzi residenti nel comune pedemontano.

Il fatto è avvenuto durante la notte interrompendo così la tradizione del fuoco epifanico, rovinando la festa in programma per stasera alle 19. Gli organizzatori però invitano tutti a partecipare ugualmente ai festeggiamenti del pignarûl di Prampar. 

Da quanto riportato il fatto è accaduto poco dopo le 24 e, a compiere quel gesto senza senso, sarebbero stati dei vandali. La notizia ha lasciato l’amaro in bocca all’intero paese e ai giovani pignarulars che però hanno deciso di non darsi per vinti  e di ricostruire per questa sera un altro pignarûl.

“Vogliamo far capire a questi vandali che, nonostante quello che è successo, non riusciranno a rovinare la festa - fanno sapere i ragazzi. Proprio per questo lavoreremo incessantemente fino a stasera per realizzare un nuovo fuoco epifanico”. 

Nel frattempo in paese è scattata una gara di solidarietà nel fornire ai giovani il necessario per poter ricostruire il falò. Molti cittadini hanno messo a disposizione ramaglie e palle di fieno per consentire ai ragazzi di rifare, seppur in maniera meno “tradizionale”, il pignarûl e per permettere così lo svolgimento della festa.

Chi non può fornire materiale, sta comunque passando a salutare il gruppo o per offrire il proprio supporto. Il pignaûl di Magnano viene realizzato oramai da diversi anni da ragazzi che, approfittando delle vacanze natalizie, si dedicano alla costruzione del pignaûl, passando così del tempo insieme e che per questa sera lanciano un appello: “Venite alle 19 a vedere il pigrarûl di Magnano in Riviera, non sarà bello come gli altri ma potremmo far vedere a queste persone disoneste e maleducate che esiste ancora la solidarietà”.

 

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