I successi di Missoni tra atletica e alta moda

Il noto stilista originario della Dalmazia presenta a Udine la sua autobiografia. “Una vita sul filo di lana” è il titolo del libro scritto con il giornalista Scandaletti
Ottavio e Rosita Missoni (al centro tra due modelle), al termine di una sfilata nel 1996.Nove decenni ricchi di passione, pieni di forti affetti familiari, di sport, di moda, di tanta ironia e anche di quel sentimento nostalgico che i profughi dalmati portano nel cuore: Ottavio Missoni, detto Tai, festeggera' i suoi 90 anni l'11 febbraio e per quel giorno sara' in libreria la sua autobiografia 'Una vita sul filo di lana', scritta con il giornalista Paolo Scandaletti ed edita da Rizzoli. ANSA/ FARINACCI
Ottavio e Rosita Missoni (al centro tra due modelle), al termine di una sfilata nel 1996.Nove decenni ricchi di passione, pieni di forti affetti familiari, di sport, di moda, di tanta ironia e anche di quel sentimento nostalgico che i profughi dalmati portano nel cuore: Ottavio Missoni, detto Tai, festeggera' i suoi 90 anni l'11 febbraio e per quel giorno sara' in libreria la sua autobiografia 'Una vita sul filo di lana', scritta con il giornalista Paolo Scandaletti ed edita da Rizzoli. ANSA/ FARINACCI

UDINE. Sarà atteso e gradito ospite, oggi alle 17.30, Ottavio Missoni nella sala della Fondazione Crup di via Manin. Per la prima volta a Udine lo stilista del colore, noto in tutto il mondo, racconterà la sua vita. Con il giornalista Paolo Scandaletti che ha collaborato con lui nella stesura del libro “Una vita sul filo di lana” e grazie all’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di cui l’ingegner Silvio Cattalini è presidente e organizzatore dell’iniziativa, sarà un pomeriggio da non mancare.

Ma chi è davvero Ottavio Missoni, detto “Tai” dai tanti amici che hanno avuto modo di conoscerlo durante la sua lunga (è nato nel 1921) ed eclettica vita? E’ nato a Ragusa (l’attuale Dubrovnik), una città perla della Dalmazia, ha vissuto a Zara, dove da ragazzo è esploso come atleta, tanto da meritarsi la convocazione per le Olimpiadi del 1948 a Londra, dove arrivò sesto nei 400 metri ostacoli. Già nel 1935 veste la maglia azzurra, nella specialità dei 400 metri piani e nei 400 ostacoli. In carriera ha conquistato otto titoli nazionali. Nel 1939 diviene campione mondiale studentesco a Vienna.

Il 18 aprile 1953, Ottavio Missoni sposa Rosita Jelmini, la cui famiglia possiede una fabbrica di scialli e tessuti ricamati a Golasecca, in provincia di Varese. Missoni a Trieste aveva intanto aperto un laboratorio di maglieria, in società con un amico, il discobolo Giorgio Oberwerger. Con la moglie avviò un’attività a Gallarate, in un capannone in affitto. Successivamente i due sposi spostarono l’intera produzione artigianale a Sumirago. Il boom dei Missoni arriva in contemporanea con il boom dell’Italia, nei mitici anni Sessanta. Proprio nel 1960 gli abiti Missoni iniziano ad apparire sulle riviste di moda. Nel 1962 viene utilizzata la macchina da cucito Rachel, nata per la lavorazione degli scialli, per la creazione di vestiti.

Risultano colorati e leggeri. Questa innovazione decreta il successo commerciale della linea. Nell’aprile 1969 la rivista americana Woman’s Wear Daily dedica a Missoni la pagina di apertura, e l’anno successivo i magazzini Bloomingdale’s di New York aprono una boutique Missoni all’interno del loro grande edificio. Nel settembre 1973 “Tai” e Rosita ricevono a Dallas il prestigioso Neiman Marcus fashion award, equivalente del premio Oscar nel campo della moda. Nel 1976 viene aperta la prima boutique a Milano. Nel 1983, Missoni realizza i costumi di scena per la prima della Scala di quell’anno, la Lucia di Lammermoor. Nel 1986 Ottavio Missoni viene insignito dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica. Oggi tutte queste storie e altre ancora “Tai” le racconterà dal vivo, alla gente di Udine.

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