I profughi di Gorizia denunciano: “Hanno tentato di adescarci”

“Almeno 15 italiani ci hanno offerto soldi in cambio di prestazioni sessuali”. Denunciato anche presunto caso di prostituzione minorile
Bumbaca Gorizia 15.09.2014 Tendopoli Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 15.09.2014 Tendopoli Fotografia di Pierluigi Bumbaca

GORIZIA. Scendevano al fiume, dove erano accampati i profughi, per adescare i più giovani e proporre soldi in cambio di prestazioni sessuali. Volevano approfittare della situazione di precarietà e fragilità degli immigrati, ammassati da settimane in riva all’Isonzo. Sarebbero almeno quindici gli italiani che in quelle settimane si sono spinti fino all’accampamento di fortuna sul fiume ma si parla anche di tentati adescamenti nell’area urbana, in particolare nella zona del quartiere fieristico.

Uno scenario che suscita sdegno e rabbia quello che si sta delineando a poco a poco in questi ultimi giorni in base ai racconti degli immigrati attualmente ospitati nella tendopoli allestita da Provincia e Protezione civile regionale in via Brass.

Testimonianze relative al periodo precedente l’allestimento del campo di via Brass, quelle settimane in cui decine di richiedenti asilo afghani e pakistani sono rimasti accampati sulla sponda sinistra del fiume tra fango e sporcizia, dormendo all’addiaccio, bevendo acqua non potabile, riparandosi in improvvisate baracche di legno e stracci o in logore tende riciclate e raccattate chissà dove.

Solo ora stanno cominciando a raccontare: “Ci hanno riferito che in quelle settimane almeno quindici italiani li hanno avvicinati per chiedere prestazioni sessuali in cambio di soldi – riferisce, ancora incredulo, Michele Migliori punto di riferimento dello staff dei volontari della tendopoli di via Brass nonché segretario dei Radicali -. Mette i brividi e disgusta pensare che un numero così elevato di cittadini italiani non abbia esitato a cercare di approfittare della situazione di abbandono che stavano vivendo questi ragazzi, della loro precarietà, della loro mancanza di denaro e mezzi di sostentamento.

In una circostanza un immigrato è stato anche seguito da un uomo che ha cercato di adescarlo mentre camminava vicino al quartiere fieristico.

Queste “proposte” sono state rivolte agli immigrati più giovani, fino ai trent’anni. Se non altro l’allestimento della tendopoli di via Brass ha consentito di evitare che questo fenomeno continuasse”.

In almeno un caso l’immigrato destinatario delle “proposte” è risultato poi minorenne. Un caso che ha portato a una denuncia contro ignoti per il reato di prostituzione minorile (si rischiano fino a 6 anni di carcere).

“Fin dall’inizio quel ragazzino non ci sembrava maggiorenne anche se aveva con sé un documento – spiega l’assessore provinciale al volontariato Ilaria Cecot – e la conferma è arrivata in questi giorni dalla prova radiografica sul polso. Stessa cosa per altri due immigrati. Ora sono in una struttura di accoglienza per minori, su disposizione del Tribunale.

Purtroppo nei giorni scorsi gli immigrati più anziani, che fanno un po’ da “capifamiglia”, ci hanno riferito quello che il ragazzino ha raccontato di aver subito nelle settimane in cui erano accampati sull’Isonzo: ha detto di essere stato avvicinato da un uomo di mezza età che lo ha convinto a seguirlo a casa sua. Si sarebbe quindi consumato un rapporto sessuale. Appena ci è stato riferito abbiamo immediatamente presentato denuncia”.

Argomenti:immigrazione

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto