I cittadini delusi: «Mai stati ascoltati»
VENZONE
Dalle dimissioni al mancato coinvolgimento dei cittadini, sono tante le critiche che i venzonesi muovono al sindaco sfiduciato, Fabio Di Bernardo.
Ieri, partecipando al caffè offerto dal Messaggero Veneto il sindaco della ricostruzione per anastilosi, Antonio Sacchetto si è soffermato sulle motivazioni che hanno portato Di Bernardo alle dimissioni. «Quello che non è chiaro – ha ripetuto – è perché il primo cittadino si sia dimesso all'indomani delle elezioni regionali. Non ha capito che quello era un voto politico, che non è lo stesso di quello che lo ha portato alla guida del comune». Sono state proprio le dimissioni ad accendere la miccia anche se Vittorio Fadi è convinto che il commissariamento ha fatto emergere una situazione critica da tempo nella maggioranza». Il fatto che nei primi quattro anni nessuno abbia contestato pubblicamente l’operato del sindaco non vuole dire niente perché, come hanno ipotizzati altri, fino a quando hanno potuto hanno lavato i panni in casa.
Valerio Pituelli, già amministratore e da diversi anni direttore della riserva di caccia, sperava in un epilogo diverso per il bene del paese: «Quando è scattata la crisi tra maggio e giugno, ho invitato sindaco e il suo vice nella Casa dei cacciatori e a una cena di pacificazione: il vice era disponibile. Il sindaco non mi ha risposto». L’amministrazione aveva interrotto il dialogo anche con l’opposizione e la comunità, su questo la consigliera Elisa Valent è stata chiarissima soffermandosi sulla visibilità prodotta dall’essere stati proclamati Borgo dei borghi: «È mancato il coinvolgimento dei cittadini, a cominciare dalle scelte sulle chiusure del traffico». «Non sempre – hanno aggiunto Ada Bellina e Carla Liva – chi viene a Venzone trova l’accoglienza necessaria». Graziano Pitteri, uno dei rappresentati del Lions club di Venzone, ricorda che ci sono anche altri progetti che rendono internazionale la cittadella come le città murate promosso dal Lions. Roberto Forgiarini, invece, non ha gradito come la giunta composta da assessori esterni si sia posta nei confronti delle associazioni: «Non si può convocarne tre o quattro su una ventina. Non si può mettere una associazione contro l’altra». —
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