I capigruppo in visita nel centro dei migranti Dubbi sulla “moschea”

Centrodestra e centrosinistra divisi sulla sala dedicata al culto Valentini (Ar): «Vanno monitorati». Paviotti (Pd): «Pregano»



Una struttura ordinata, pulita e ben organizzata. È l’impressione che i capigruppo in Consiglio comunale (o i loro delegati) hanno avuto ieri mattina nel corso di un sopralluogo nell’ex caserma Cavarzerani, dove sono accolti 412 richiedenti asilo sotto la supervisione della cooperativa Matrix. Unico motivo di preoccupazione, per qualche esponente del centrodestra, la presenza di un luogo di preghiera, da tenere monitorato per evitare l’insorgere di possibili pensieri radicali.

Posizione non condivisa dagli esponenti del centrosinistra che, anzi, rimarcano l’importanza di dar modo ai richiedenti asilo di godere a pieno della libertà di culto. «Ogni settimana nell’ex Cavarzerani arriva un imam autorizzato dalla prefettura – spiega Marco Valentini, capogruppo di Ar – per presiedere il momento della preghiera, partecipata da circa 300 fedeli. Questa “moschea” all’interno della Cavarzerani, quindi, diventa uno dei luoghi più grandi della regione dedicati alla professione della fede islamica. Credo perciò, fermo restando il loro diritto di pregare, anche in considerazione del fatto che questa comunità musulmana si sta sempre più radicando sul territorio, sia doveroso tenere alta la vigilanza e monitorare la situazione. Spesso infatti, come avvenuto in altre città italiane – conclude Valentini – guide religiose estremiste possono farsi largo facendosi scudo dietro l’accoglienza».

Contrapposta la posizione di Monica Paviotti del Pd: «Sono rimasta molto stupita dai commenti preoccupati di alcuni consiglieri circa la presenza di un luogo di culto all’interno della Cavarzerani. In Italia vige il diritto di professare liberamente il proprio credo religioso garantito dalla Costituzione. Gli operatori che gestiscono l’accoglienza mi sono sembrati attenti a ciò che succede all’interno della struttura e preoccupati di coinvolgere gli ospiti in attività di integrazione. Invece di alimentare sospetti e paure nei confronti di chi ha una cultura diversa dalle nostra – precisa – dovremmo impegnarci, tutti, per mettere in atto azioni di integrazione e di accoglienza, perché solo così si può davvero garantire la sicurezza».

Sulla stessa linea anche Lorenzo Patti della civica “Siamo Udine”: «Impedire di manifestare il proprio culto può essere deleterio». In linea generale Patti apprezza la linea di continuità tra vecchia e nuova gestione del centro di accoglienza per evitare scossoni ai migranti. «Rispetto all’ultima visita effettuata – dice – ho riscontrato un’area riqualificata, con cancelli e porte decorati, erba tagliata, muri tinteggiati. Abbiamo visto i migranti impegnati in laboratori e quindi mi congratulo con il personale della cooperativa per il lavoro svolto in questi mesi».

Giovanni Barillari, capogruppo di Fi (e assessore alla Sanità), si sofferma sul tema sanitario: «Ho trovato un centro meno affollato rispetto al passato, dove sono state posizionate alcune casette, e questo è positivo. Mi soddisfa in particolare il progetto di assistenza sanitaria in loco, con un aumento delle ore di presenza del medico durante il giorno e l’integrazione dei servizi infermieristici e di assistenza psicologica. La tutela sanitaria dei migranti, oltre a quella della collettività che li ospita – continua – è certamente garantita».

Impressione positiva anche per il capogruppo di Progetto Fvg, Antonio Falcone: «Gli ambienti del centro di accoglienza mi sono sembrati curati e le nuove unità abitative le ho trovate in ordine e tenute bene». Sul tema del centro di preghiera, chiude così: «Qualsiasi luogo di aggregazione può essere potenzialmente rischioso, visto che se uno vuole fare qualcosa di male lo può fare ovunque. Tutti hanno bisogno di esprimere la proprio cultura e la propria religione in libertà, ospiti della Cavarzerani compresi». —



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