«Ho raccolto 200 firme in due giorni»

Una signora si è presentata con l’elenco al banchetto di via Meneghini per dire no alla chiusura

SACILE. «L’ospedale di Sacile è la nostra storia: no allo scippo politico dei servizi». Francesca ha raccolto 200 firme in 48 ore sulla petizione salva-ospedale e non si arrende. Sono circa 2 mila sommate al giro di boa di Capodanno. È una fiumana popolare quella che fa scudo sulla sanità.

«La gente firma a occhi chiusi anche a Coltura e Budoia – dice Francesca con Gigi Zoccolan che ha aperto il banchetto, ieri, in via Meneghini –. La sanità non si tocca: per 60 mila utenti e tanti anziani».

Cinquemila over 65 a Sacile. «Depotenziare l’ospedale sarebbe un reato civile – spingono l’acceleratore quelli del comitato misto salva-ospedale -. Ci saremo tutti all’incontro con il direttore sanitario Paolo Bordon, il 7 gennaio in via Ettoreo alle 11. Invitiamo la gente a sostenere la struttura di Sacile. Il sindaco Roberto Ceraolo ha firmato con noi: è importante fare un fronte unico».

Il fronte “del Piave” per la sanità è doppio: il primo cittadino incontrerà i vertici dell’Ass6 il 9 gennaio, alle 17. Il dialogo è stato avviato a fine 2013 e le promesse sul mantenimento dei servizi della sanità territoriale, medicina, pronto soccorso e riabilitazione, ci sono. «Chiederemo al direttore Bordon di mettere nero su bianco la garanzia del mantenimento dei servizi e dei posti letto a Sacile – “carta canta” è il motto di Zoccolan che è sceso in campo con Uil pensionati, Sacile partecipata sostenibile, Bosco urbano, comitato di Nave e MS5 –. Un documento condiviso è quello che serve. In ballo c’è molto di più di 10 posti letto della riabilitazione, che rischiano il trasloco».

Si tratta di bloccare lo smantellamento della sanità pubblica nel polo liventino. «Dopo l’incontro con il direttore Bordon non ci fermeremo – promettono gli attivisti della sanità –. Ci saranno altre iniziative, per mantenere alta l’attenzione sul bene comune: l’ospedale è una risorsa non negoziabile». Bruno Manfè e Pierantonio Pizzinato di Uil pensionati hanno unito le forze con Carlo Bosi per Sacile partecipata sostenibile, Livio Viel del comitato di Nave, Bosco urbano e Valeria Moras che milita nel M5S. L’incubo è il potenziamento del polo di Spilimbergo: a scapito del modello Sacile. «Bisogna fare sistema – per ottimizzare i servizi: guai a tagliare posti letto».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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