Giornata di passione sui treni del Friuli Venezia Giulia: «Tra guasti e ritardi in serie, tornati indietro di 10 anni»

Mattinata di disagi sulla linea ferroviaria Udine-Trieste via Cervignano. Un guasto a Ronchi sud ha causato importanti ritardi, cancellazioni e l'attivazione di autobus sostitutivi

Timothy Dissegna

Giovedì mattina, per chi si è messo in viaggio sui binari del Friuli Venezia Giulia, è stata l’ennesima giornata di passione. Code in stazione, annunci di ritardo che si accumulavano, passeggeri in attesa di informazioni certe. Due le linee finite nel mirino: la Tarvisio–Udine–Trieste, soffocata dal carico di viaggiatori, e la Venezia–Trieste, bloccata da un guasto a un passaggio a livello a Ronchi dei Legionari.

A raccontare il caos è Andrea Polese, del comitato pendolari Alto Friuli, che non usa mezzi termini: «Solito disastro. Manca la programmazione, e la qualità del servizio è tornata indietro di dieci anni».

Treno preso d’assalto

Tutto è iniziato con un avviso sull’app di Trenitalia: ritardo per «eccezionale affluenza di persone» sul convoglio che verso le 7 parte da Tarvisio in direzione Udine (e poi prosegue per Cervignano e Trieste). Sul treno, già stipato di pendolari, è salita una fiumana di turisti austriaci scesi in Friuli per la festa del Corpus Domini, complice anche il guasto di un treno Obb e relativo trasbordo di passeggeri sul Regionale. «Bastava organizzare qualche corsa in più», spiega Polese, «ma nessuno ci ha pensato. Così i viaggiatori sono rimasti in piedi, con valigie e bici nei corridoi».

Bici e programmazione

Il problema, secondo il comitato, è strutturale e non episodico. «I mezzi che circolano sono vecchi, hanno bisogno di manutenzione», incalza. «La Regione aveva promesso 25 nuovi treni Rock, ma quelli effettivamente in servizio si contano sulle dita di una mano. Il resto sono convogli datati, con urgenza di manutenzione».

E sui treni già sovraffollati si aggiunge la bolgia delle biciclette, molto usate dai turisti stranieri: «Avevamo chiesto la prenotazione obbligatoria per le bici, per gestire meglio i flussi, ma chi decide non conosce le criticità reali. Nei fine settimana, da Gemona in poi è un assalto continuo. I pendolari restano anche a terra». E non risparmia un giudizio complessivo sullo stato delle ferrovie regionali: «La qualità del servizio è tornata ai livelli del 2015. La rete è poco affidabile, i guasti si ripetono con frequenza e il lavoro di Rfi non basta a garantire stabilità».

Odissea tra Venezia e Trieste

Sull’altro versante, il caos è stato causato da un guasto tecnico a un passaggio a livello alla stazione di Ronchi Sud. I disagi si sono protratti fino al primo pomeriggio, con pesanti ripercussioni sulla circolazione. Secondo i dati raccolti dal comitato pendolari, un Frecciarossa ha accumulato 15 minuti di ritardo, due Intercity rispettivamente 15 e 40 minuti. Dodici treni Regionali hanno subito rallentamenti fino a 50 minuti, tre sono stati limitati nel percorso e uno addirittura cancellato. Per limitare i disagi, è stato attivato un servizio bus sostitutivo tra Cervignano e Udine. Un convoglio proveniente da Venezia via Portogruaro è rimasto fermo in stazione a Cervignano per quasi un’ora, prima di poter riprendere il viaggio verso Trieste.

Le richieste

Il quadro che emerge è quello di un sistema ferroviario regionale sotto stress. «Non possiamo più assistere a questi disastri», conclude Polese. «La stagione estiva proseguirà in questo modo. Occorre tamponare le criticità e programmare».

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