Grande guerra, i programmi per ricordare il centenario

SAGRADO. I Comuni di Sagrado, Savogna e Doberdò hanno organizzato un programma di iniziative per il centenario della prima guerra mondiale. Si tratta di un progetto corale in quanto le tre amministrazioni hanno voluto coinvolgere le associazioni locali, non solo dei rispettivi comuni, ma anche quelle che operano sul territorio teatro della Grande guerra e che intervengono in vario modo a mantenere viva la memoria storica degli uomini che qui combatterono.
Oltre alle associazioni italiane sono coinvolti nel progetto con iniziative specifiche anche musei nazionali ungheresi, i rispettivi paesi sloveni, austriaci e ungheresi con i quali i tre comuni sono gemellati e le rispettive associazioni, gruppi teatrali, musicali, artisti. Il progetto si intitola “1914-1918: dalla guerra alla pace 2014-2018” e intende ripercorrere gli eventiche accaddero in quegli anni con conferenze sulle vicende storiche e sulla vita sociale dei concittadini che vissero direttamente la tragedia della guerra, con mostre d'arte e fotografia, con concerti di bande, cori e gruppi musicali, con spettacoli teatrali, ma anche con la ricostruzione di quello che accadde all'ambiente del territorio carsico, completamente devastato dalla guerra.
Oltre a commemorare i caduti, si vogliono ricostruire in modo particolare le conseguenze dirette che la vicenda bellica ebbe sulla popolazione e sull'ambiente del nostro territorio in quegli anni terribili. Come si sa, la Grande guerra ha rappresentato per i territori di Sagrado (Sagrado, Sdraussina - attuale Poggio Terza Armata - e San Martino), Savogna e Doberdò un evento epocale a livello storico, per la vita sociale e culturale e per l'ambiente naturale.
Le genti autoctone hanno vissuto in maniera molto profonda la vicenda del primo conflitto mondiale rispetto al resto dei territori impegnati nella guerra. Per oltre dodici mesi gli eserciti combatterono sul Carso contendendosi le case distrutte di San Martino. Tutto ciò costò agli eserciti combattenti circa mezzo milione di morti e un numero incalcolabile di invalidi e feriti, senza contare le vedove, gli orfani e tutti quei rapporti di amore e di amicizia spezzati.
«Possiamo attestare che i nostri territori comunali, compresi dal San Michele all'Isonzo, testimoni delle battaglie definite dell'Isonzo, sono stati il vero teatro del conflitto militare», commenta il sindaco di Sagrado, Elisabetta Pian. In ricordo di questo ogni anno vengono in visita migliaia di persone, recentemente quantificate fino a 12 mila visitatori.
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