Grado, garanzie sul progetto Zamparini

GRADO. Il progetto “Vivere in Laguna” da 800 milioni di euro è un sogno per «pochi intimi» o una reale opportunità per la comunità di Grado e per la scommessa turistica del Friuli Venezia Giulia? Su questo interrogativo di fondo ieri pomeriggio, all’auditorium Biagio Marin, si è sviluppata la tavola rotonda organizzata da “Il Piccolo”, in collaborazione con NordestEuropa editore, e moderata dal direttore della testata giornalistica Paolo Possamai.
E alla sequela di garanzie su uno sviluppo turistico capace di portare Grado a livelli internazionali espresse dall’imprenditore Maurizio Zamparini e di un piano a misura di ambiente e d’avanguardia tecnologica, si sono fatte avanti chiare richieste di “compensazione”.
Il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, chiamato dal pubblico per le conclusioni, lo ha evidenziato: «La nostra amministrazione vuole guidare la regione a uscire dalla crisi. Il rilancio economico-produttivo e il mantenimento dei posti di lavoro è un obiettivo centrale. Il turismo attuale è superato, mostra i segni dell’incapacità ad aumentare le presenze. Se il progetto Zamparini rimarrà un investimento separato dal contesto di sviluppo per Grado, non ci interessa. Se vuole avere gambe va inserito in un quadro di riqualificazione generale, in una cornice come minimo regionale».
Il progetto è stato tratteggiato a due esperti, il giurista Emanuele Boscolo, docente di diritto amministrativo dell’Università di Como, e all’architetto David Palterer. Il professor Boscolo ha evidenziato il modello urbanistico frutto del partenariato tra privato e pubblico. Palterer ha evidenziato il ruolo dell’architettura che «non può ignorare la memoria stratificata» del territorio di Grado e l’esatta comprensione del luogo.
Il presidente regionale di Legambiente, Elia Mioni, lo ha premesso: «Non sono contro questo progetto per posizione precostituita. Tuttavia, non riesco a percepire tra queste immagini di fiori, natura e rispetto dell’ambiente l’effettiva portata di questo ampliamento urbano».
La posizione del Comune. «Abbiamo un centro fino a Città Giardino ormai edificato. Difficile pensare a micro-interventi privati. Valle Cavarera rappresenta uno sviluppo per il futuro». E alla domanda a proposito del “rapporto di forza” tra pubblico e privato, ha risposto: «Non verrà detto “sì” a tutto. Non siamo qui per promuovere il piano-Zamparini, nè speculazioni. In questo momento di crisi economica, guardiamo allo sviluppo turistico e a nuovi posti di lavoro».
Il progetto Zamparini prevede 1.000 nuovi posti di lavoro. Cosa ne pensa il segretario regionale della Cisl, Giovanni Fania? La disoccupazione in regione è ai massimi storici, ha osservato: «È necessario un serio ragionamento sul futuro. Il turismo può diventare importante, ma dev’essere compatibile con la qualità della vita dei residenti e dell’ambiente. Ma la regione non può permettersi oggi di dire “no” a tutto. La prospettiva di mille posti di lavoro è una speranza per un’occupazione seria e stabile soprattutto per i giovani».
Il presidente di Confindustria di Udine, Adriano Luci: «Il progetto di turismo integrato, coinvolgendo realtà economiche e industriali, è un percorso già avviato in regione. Questo progetto può avere importanti carte da giocare sul territorio, dando sviluppo non solo a Grado ma a tutta la regione».
Infine Zamparini: «Sono gradese di adozione, conosco profondamente questo territorio. È stato l’amore per la mia terra e i miei ricordi a farmi scendere in campo. Ma sono 8 anni che sto cercando di tradurre in realtà questo sogno per l’Isola. Il progetto è stato modificato: più verde, più piste ciclabili, e le terme all’avanguardia. Voglio portare a Grado i turisti internazionali». (l.b.)
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