Cabina in fiamme a Grado che resta al buio per ore: le Terme restano chiuse
Un grave guasto, dovuto probabilmente all’ondata di caldo eccezionale di questi giorni, ha messo in ginocchio l'isola del Sole: oltre 400 utenze senza elettricità fino a notte fonda tra centro, Pineta e Primero

Una giornata da dimenticare per l'isola del Sole. Un grave guasto alla rete elettrica ha messo in ginocchio diverse zone di Grado, provocando la chiusura forzata degli stabilimenti termali, mandando in tilt le attività commerciali e turistiche e lasciando al buio centinaia di famiglie.
Secondo un avviso ufficiale diramato dal Comune, il blackout ha interessato circa 400 utenze dislocate tra alcune aree del centro storico, una parte di Città Giardino e la zona di Grado Pineta, oltre alle aree periferiche di Primero e riva Dandolo.
Per la maggior parte degli utenti l'erogazione dell'energia elettrica è venuta a mancare nel primo pomeriggio, indicativamente dalle ore 14 fino alle 19, ma per moltissimi privati e alberghi il disagio si è protratto fino alle 2 di notte. I primi campanelli d'allarme si erano già registrati nella notte precedente, tra lunedì e martedì, a causa di brevi e ripetuti sbalzi di tensione.
L'incendio alla cabina di via Roma e i boati in centro
L'emergenza è esplosa intorno alle ore 14:15 di martedì. Dopo due sonori scoppi avvertiti distintamente dai passanti, una cabina elettrica dell'Enel situata in via Roma ha preso fuoco, sprigionando un denso fumo nero che si è rapidamente diffuso nelle vie del centro cittadino. Sul posto sono accorsi d'urgenza i Vigili del Fuoco per domare le fiamme, i tecnici dell'Enel e le pattuglie della Polizia Locale, che hanno provveduto a isolare e chiudere la strada al traffico.
Il surriscaldamento causato dalle temperature eccezionali di questi giorni, combinato con l'altissimo consumo energetico dovuto all'accensione simultanea dei condizionatori d'aria, è quasi certamente la causa principale che ha surriscaldato i componenti elettrici e i cavi, innescando il devastante cortocircuito.
Terme chiuse, alberghi in tilt e cibo da buttare
I danni economici per le attività dell'isola sono ingenti. Le Terme Marine e il bar Antiche Terme sono rimasti completamente privi di energia elettrica. La Git (Grado Impianti Turistici) ha visto saltare la propria cabina interna di media tensione a causa dei continui sbalzi: i tecnici si sono messi subito al lavoro, ma l'impianto termale è rimasto forzatamente chiuso.
Il blackout ha colpito duramente alberghi, negozi, pubblici esercizi, i campeggi e le strutture ricettive della spiaggia principale. Sebbene le realtà più grandi siano dotate di generatori d'emergenza, questi sono riusciti a garantire solo una copertura parziale dei servizi di base. Moltissimi cittadini privati e i gestori di almeno un supermercato sono stati costretti a svuotare i frigoriferi e a eliminare grandi quantità di alimenti deteriorati.
Interventi sotterranei e l'arrivo delle "Power Station"
Per fronteggiare la crisi sono scese in campo cinque squadre di tecnici e operai dell'Enel, impegnate in una vera e propria corsa contro il tempo non solo in via Roma, ma anche in zona Primero e in due punti critici di riva Dandolo (davanti alla vecchia sede Enel e nell'area dell'ex mercato del ghiaccio). In via Dandolo, dove le linee elettriche sono sotterranee, è stato necessario effettuare degli scavi stradali per individuare i guasti. Questa tipologia di rete interrata, sebbene esteticamente invisibile rispetto ai vecchi cavi aerei, risente spesso delle infiltrazioni d'acqua in caso di forti piogge o di fenomeni di acqua alta, rendendo inoltre le riparazioni molto più lunghe e complesse.
Per tamponare l'emergenza e ridare luce all'isola, verso le 18:30 sono arrivate in centro due "power station", ovvero due imponenti generatori stradali dell'Enel capaci di sostituire temporaneamente la rete ordinaria. Intorno alle 2:00 di notte si è reso necessario il posizionamento di un terzo mega-generatore per coprire le restanti utenze del centro, mentre un altro apparato analogo è stato installato per soccorrere la zona di Primero.
Tra i tanti disagi si registra anche una singolare situazione che ha coinvolto i proprietari di auto elettriche: a causa della mancanza di corrente, le colonnine di ricarica sparse sul territorio comunale hanno smesso di funzionare, lasciando diversi automobilisti impossibilitati a muoversi per ore in attesa del ripristino del servizio.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








