Giornate della memoria un mese per riflettere

Dal 18 gennaio al 18 febbraio incontri e mostre per commemorare le vittime L’assessore Pirone: la speranza di quei giorni è una grande lezione per il presente
Udine 08 aprile 2015.L'asessore Federico Pirone interviene alla presentazione di uno spettacolo su danza e tolleranza presso l'Universita'..Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone
Udine 08 aprile 2015.L'asessore Federico Pirone interviene alla presentazione di uno spettacolo su danza e tolleranza presso l'Universita'..Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone

«La lezione di civiltà da trarre dalla Shoah è quella di trovare sempre il coraggio di avere torto apparentemente, cioè rispetto a quello che è il pensiero di una maggioranza passiva, di non lasciarsi omologare nella facilità semplicistica del giudizio superficiale, anche se amplificato dalla propaganda o dai social, come avviene oggi».

Con questo messaggio il sindaco di Udine, Furio Honsell, apre anche quest’anno il ricco calendario di iniziative organizzate dal Comune per la Giornata della Memoria, che dal 2000, ogni 27 gennaio, il mondo intero dedica al ricordo dell’anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, per commemorare tutte le vittime della persecuzione fascista e nazista, come ebrei, rom, omosessuali, disabili, malati di mente e testimoni di Geova.

A partire dal 18 gennaio l’amministrazione comunale proporrà, in collaborazione Aned, associazione Italia-Israele, Cec, cooperativa Varianti, fondazione Teatro Nuovo, parrocchia di San Pio X e Teatro Club Udine, un ampio programma di incontri, conferenze, film, spettacoli teatrali e mostre.

«La nostra amministrazione – sottolinea l’assessore alla Cultura, Federico Pirone (foto) –, sceglie senza indugi la via del ricordo e della memoria come responsabilità piena nei confronti del proprio passato, sostanziando questo atto con una serie di iniziative che vogliono evidenziare anche la speranza che in questo buio si generò e che rappresenta una lezione formidabile per il nostro presente, per diversi motivi troppo spesso fragile, insicuro, impaurito, impoverito».

Ad aprire la rassegna – il programma integrale nella tabella qui sopra – sarà, mercoledì 18, alle 18, nella sala Paolo Diacono del centro culturale Paolino d’Aquileia, la conferenza «70 anni fa: il Nordest e i sopravvissuti alla Shoah: una bella storia umana dimenticata (1945-1948)», con la partecipazione di Yehoshua Amishav, direttore del Keren Ha Yesed - Appello unificato per Israele-Gerusalemme. Giovedì 19 alle 21 lo Spazio Venezia ospiterà lo spettacolo teatrale «Il coraggio di dire no», prodotto dall’associazione culturale Overlord di Verona. Curato da Michela Ottolini e interpretato da Alessandro Albertin, lo spettacolo racconta la storia di Giorgio Perlasca, figura straordinaria che a Budapest riuscì a salvare dalla deportazione oltre 5 mila persone.

Il programma prosegue il 25 gennaio alle 17.30 in sala Ajace con un incontro dedicato al libro di don Guglielmo Biasutti «Ebrei e cattolici in Italia», edito a Udine nel 1937, in pieno ventennio fascista. Anche quest’anno, grazie alla collaborazione con il Cec, non manca una proposta cinematografica.

Nel pomeriggio e la sera di giovedì 26 e venerdì 27 gennaio, infatti, il Visionario ospiterà la proiezione de «Il viaggio di Fanny», film di Lola Doillon che racconta, nella Francia occupata, la storia di una ragazzina ebrea tredicenne, costretta alla fuga verso la Svizzera senza i propri genitori.

La mattina di venerdì 27, alle 9.30, è in programma uno spettacolo riservato alle scuole (per info e prenotazioni va inviata una mail a: giulia@cecudine.org). Giovedì 26 alle 20.30 nella parrocchia di San Pio X si parlerà di «Luoghi e storie fra deportazioni e campi di concentramento», con interventi di Giorgio Ganis, Elio Varutti e Tiziana Menotti. Sempre giovedì 26 alle 20.45 al teatro Nuovo andrà in scena «Bucefalo il pugilatore», spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato da Alessio De Caprio con Fabio Raspa alla fisarmonica. Il pubblico rivivrà le vicende di Lazzaro Anticoli detto Bucefalo, ebreo romano, venditore ambulante, pugile per passione il cui destinò si infrangerà nel 1944 alle Fosse Ardeatine.

Per la Giornata della memoria, venerdì 27 gennaio, nelle Gallerie del Progetto di via Savorgnana è in programma l’inaugurazione della mostra «Disegna ciò che vedi. Helga Weissova: da Terezin i disegni di una bambina», dedicata alla memoria della giovane ragazza nata a Praga nel 1929 da genitori di origine ebraica e internata all’età di 12 anni nel ghetto di Terezin, poi deportata ad Auschwitz e liberata, assieme alla madre, nel 1945.

Dotata sin da bambina di uno straordinario talento per il disegno, Helga ritrasse con grande efficacia la tragica realtà del ghetto. I suoi disegni rappresentano ancora oggi una insostituibile testimonianza documentaria.

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