Gioielli nascosti nel soffitto, via la licenza al compro oro

PORDENONE. Collane, braccialetti, spille e ciondoli erano conservati in cassaforte anche se alla polizia era stato riferito che si trattava di semplice bigiotteria. Altri gioielli, invece, erano stati ricevuti durante il lockdown e nascosti in un controsoffitto.
La campionatura del metallo, però, ha rivelato che si trattava di monili in oro e argento per un totale di 200 grammi. Un tesoretto che è costato alla titolare de “Il filodoro” di via Martelli e alla sua collaboratrice una denuncia per ricettazione in concorso, oltre alla revoca della licenza.
L’operazione della polizia ha preso il via la scorsa settimana, quando i “compro oro” sono stati autorizzati a riaprire. Il questore Marco Odorisio ha predisposto una serie di controlli mirati per monitorare un eventuale stato di necessità tra le persone e prevenire fenomeni di ricettazione.
La scorsa settimana il personale dell’Ufficio polizia amministrativa e di sicurezza ha controllato tre attività riscontrando delle irregolarità nell’esercizio di via Martelli, Il filodoro, intestato ad una 57enne residente a Pordenone.
Gli agenti hanno riscontrato carenze nella documentazione, tanto che non sono state trovate neppure le schede dell’oro ricevuto recentemente.
Alla richiesta della polizia di controllare la cassaforte, la dipendente si è dimostrata poco collaborativa: all’interno della cassaforte gli agenti hanno trovato otto sacchetti di nylon con catenine, bracciali, spille, ciondoli. I monili non erano registrati e agli agenti è stato riferito che si trattava di bigiotteria.
Il giorno dopo la polizia è tornata in via Martelli. Ad entrare in azione questa volta sono stati gli agenti della Squadra mobile. Durante il controllo è emerso che in una controsoffittatura erano stati nascosti altri gioielli, ricevuti in due distinte occasioni nella seconda metà del mese di marzo, e quindi quando il compro oro era chiuso come da disposizioni anti-Covid. C’è di più: secondo quanto rilevato dalla polizia, a portare lì i monili sarebbe stato un pordenonese già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio.
Sia i gioielli etichettati come bigiotteria che quelli nascosti nel controsoffitto – per un totale di circa 200 grammi – sono stati portati in questura. Lì si è appurato che si trattava a tutti gli effetti di gioielli in oro e argento.

Circostanze che hanno portato ad una denuncia a piede libero per il reato di ricettazione in concorso sia per la titolare del compro oro che per la collaboratrice.
Inoltre il questore ha deciso di revocare la licenza all’attività, come prevede il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza: in caso di abuso della persona autorizzata, le autorizzazioni possono essere revocate o sospese in qualsiasi momento. E così è stato: ieri mattina il provvedimento è stato eseguito dagli agenti dell’Ufficio polizia amministrativa e di sicurezza.
La questura ha divulgato le foto degli oggetti rinvenuti: per informazioni è possibile chiamare l’Ufficio relazioni con il pubblico al numero 0434-238502.

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