Gianpietro Zin, il rimpatrio e poi l’addio

Incidente in deltaplano, prosegue l’inchiesta. Il padre Alfeo in Francia per riportare a casa la salma: funerali in provincia

Si terrà in provincia di Pordenone, presumibilmente nel capoluogo, il funerale di Gianpietro Zin, 49 anni, residente in Francia, istruttore di volo che domenica è precipitato da un deltaplano a sud del lago di Annecy, vicino a Doussard, nell’Alta Savoia.

Il padre Alfeo Zin, che vive a Piancavallo, nella giornata di Ferragosto è partito per la Francia per recuperare la salma del figlio Gianpietro. Volontà della famiglia, nonostante Zin fosse lontano dalla provincia di Pordenone da molto tempo, è quello che le esequie si celebrino nei luoghi delle sue origini. Dopo aver vissuto in Lussemburgo, dove si era sposato e poi separato, Gianpietro Zin si era trasferito a Bellecombe-en-Bauges, regione del Rodano-Alpi. Lì viveva con la sua nuova compagna Helène Toyer, con cui condivideva la passione per il volo (che Zin coltivava da 37 anni) e la montagna.

Intanto, prosegue l’inchiesta della magistratura francese sull’incidente fatale. Domenica il pordenonese è precipitato da un deltaplano biposto ed è morto sul colpo per le gravi ferite: è caduto da un’altezza di circa 50 metri. Zin stava dando lezione di volo a un cliente. Per cause al vaglio della magistratura francese è caduto durante le manovre di atterraggio. Il gancio di sicurezza di Zin si è probabilmente staccato. Il cliente, pur in preda allo choc, è riuscito a completare la manovra di atterraggio che Zin aveva già impostato.

La comunità dei “passeggeri del vento” ha appreso con sconcerto della morte del 49enne: francesi e italiani hanno lasciato messaggi di cordoglio anche nella sua bacheca Facebook.

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