Gennaio quasi primaverile: non ha mai fatto così caldo

L’Osmer: situazione di piena anomalia dovuta al surriscaldamento globale. Piogge record e temperature superiori di 4/5 gradi alla media del periodo
Udine 10 settembre 2013 30 piazza matteotti Telefoto Copyright Petrussi Foto Press/Turco
Udine 10 settembre 2013 30 piazza matteotti Telefoto Copyright Petrussi Foto Press/Turco

UDINE. Parlare di caldo, quando il calendario è ancora aperto sul mese di gennaio, può sembrare un’esagerazione. Eppure, le temperature che i termometri dei friulani continuano a indicare, dal mare alla montagna, sono quelle tipiche del clima primaverile. Parola degli esperti.

«Quella a cui stiamo assistendo ormai già dalla terza decade di dicembre - assicurano dall’Osservatorio meteo regionale dell’Arpa - è una situazione di piena anomalia». Con tanto di record: in dicembre e in gennaio sono state registrate le due giornate in assoluto più miti dell’ultimo secolo.

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Cambiamenti climatici

In netto ritardo sulla tabellina di marcia, quest’anno l’inverno rischia di non cominciare nemmeno. O quantomeno, di non manifestarsi con la rigidità alla quale le vecchie stagioni ci avevano abituati. Un caso eccezionale? Non proprio, se lo si considera l’ennesimo segnale del cambiamento climatico che sta investendo la terra a livello planetario.

«Gli ultimi anni - spiega il previsore Sergio Nordio, dalla sede dell’Osmer–Arpa di Visco - sono stati caratterizzati anche nella nostra regione da un continuo e costante aumento delle temperature. Il fenomeno, si sa, è strettamente legato all’incremento di anidride carbonica presente nell’aria e sta portando all’innalzamento della temperatura media globale».

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Da qui, lo spostamento di masse d’aria calda di dimensioni continentali, come l’anticiclone tropicale che in questo periodo sta investendo il nord Italia.

L’analisi degli esperti

I conti sono presto fatti. Con otto mesi su dodici mediamente più caldi rispetto ai singoli mesi dell’anno precedente, il 2013 è risultato essere quello con le temperature più elevate degli ultimi 20 anni. Lo scarto maggiore si è avuto in luglio (+ 2,7 gradi), dicembre (+ 1,5) e nei mesi di aprile, ottobre e novembre (+ 1,2). Idem dicasi per questo primo squarcio di nuovo anno.

«Un gennaio eccezionalmente mite - conferma Nordio -, con almeno 4 gradi in più rispetto alla media del periodo e praticamente neppure una notte sotto lo zero: temperature tipiche di fine marzo - continua - e che, non per niente, hanno già determinato la fioritura dei noccioli e un generale anticipo vegetativo».

La giornata più fredda è stata registrata il 2 gennaio, con la minima a quota 0,1 gradi. Il che è tutto dire. Era andata ancora meglio, se così si può dire, nella terza decade di dicembre, con ben 5 gradi in più rispetto al solito.

Le giornate più miti

E veniamo ai record. Perchè, in condizioni del genere, è facile collezionare valori straordinari. Per il mese di dicembre, gli annali ricorderanno la giornata del 27, quando a Udine si erano toccati i 15,1 gradi. A gennaio, almeno fino a questo momento, il giorno più caldo è stato quello della Befana, con 14,8 gradi. In entrambi i casi - fanno sapere gli esperti dell’Osmer -, si è trattato di “prime volte”.

Senza precedenti noti, cioè, almeno a partire dal 1900. Ancora più unico il caso di Trieste, dove il 5 gennaio la colonnina di mercurio ha toccato i 17 gradi. Non fa eccezione la montagna.

Anche in quota, il 2014 si è aperto nella più strana delle maniere: tra i 3 e i 4 gradi sopra la norma e con pochissimi scivolamenti sotto lo zero, in un periodo in cui il termometro dovrebbe registrare una media di meno 3 gradi.

Il caso più eclatante si è avuto mercoledì 8, con 5 gradi di media e una massima di 8 gradi: roba da fare concorrenza a Lignano all’inizio di primavera.

Precipitazioni e umidità

A fare storia a sè sono anche le precipitazioni e l’umidità. L’acqua caduta sul Friuli nel primo scorcio dell’anno e, in particolare, tra il 5 e il 6 gennaio, rappresenta il doppio della quantità di pioggia attesa per l’intero mese (più del doppio nel caso delle Prealpi Giulie).

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Quanto all’umidità, complici prima le precipitazioni e poi le nebbie e le foschie, la provincia è da tempo “soffocata” da valori superiori al 90 per cento.

Situazione, questa, a sua volta anomala, visto che in genere in gennaio sono i colpi di vento di bora e tramontana a rendere l’aria più secca e a mantenere così l’umidità a livelli non superiori al 20 per cento.

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