Terremoto simulato di magnitudo 5.7 a Gemona: scatta la maxi-esercitazione della Protezione Civile

Prova generale a 50 anni dal sisma del 1976: attivata l'Unità di crisi a Palmanova e montata la tendopoli con le colonne mobili di Fvg, Austria, Slovenia e Istria

Lucia Aviani

Memoria e operatività, per dare un senso concreto e di prospettiva al doveroso ricordo del dramma del 1976. Con la simulazione di uno stato d’emergenza sismica e la conseguente attivazione dell’unità di crisi, si è aperto fra Gemona e la centrale operativa della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, a Palmanova – il programma del Raduno interregionale del volontariato di Pc del Nord Italia, che dopo questa “anteprima” entrerà nel vivo fra giovedì e domenica della prossima settimana, dal primo al 4 ottobre.

Quella andata in scena ieri è stata una sorta di prova generale, con il pensiero rivolto al disastro di 50 anni fa e con la volontà di migliorare sempre più la tempestività e l’efficacia degli interventi di soccorso in caso di calamità naturali.

L’epicentro della scossa simulata (Magnitudo 5.7) era proprio a Gemona, sulla scia del terremoto del 1976: l’allarme è scattato alle 9, con immediato avvio delle procedure emergenziali, coordinate dalla centrale operativa di Palmanova. Significativa la valenza transfrontaliera dell’esercitazione, voluta per consolidare le sinergie in essere con i Paesi contermini, nella logica della condivisione dell’impegno a proteggere le comunità e, nel contempo, del confronto di esperienze, per trarre insegnamenti congiunti: alla chiamata hanno risposto contingenti dalla Carinzia, dall’Istria e dalla Slovenia.

Le attività, che hanno impegnato una sessantina di volontari e una quarantina di funzionari (in presenza o collegati online), si sono sviluppate in uno scenario che prospettava 400 dispersi, 3.800 persone senza tetto, 700.000 edifici compromessi o comunque da monitorare: «Un test importante, la cui organizzazione è figlia del tragico evento di mezzo secolo fa, ma che oggi può contare su mezzi molto più avanzati. L’esperienza ha consentito a tutti gli operatori, gli enti e gli organismi impegnati di mettere a punto, perfezionare e ingegnerizzare al meglio le procedure, dalle centrali operative al sistema sanitario, dai gruppi di volontariato alle Prefetture, fino ai vigili del fuoco, al Corpo forestale e a tutti coloro che in situazioni come quella ipotizzata hanno una quota di responsabilità», ha commentato l’assessore regionale alla Pc Riccardo Riccardi, che nel pomeriggio ha sovrinteso le procedure di convocazione del Corem, il Coordinamento regionale in emergenza, organismo deputato a gestire gli stati di crisi e a coordinare le attività di soccorso.

Alle 16, poi, da Palmanova è partita la colonna mobile regionale verso la caserma Goi Pantanali di Gemona, con l’incarico di allestire una tendopoli da 250 posti letto. Dai 13 veicoli (11 automezzi per il trasporto materiale e 2 fuoristrada Defender) messi a disposizione è stata scaricata fino a sera, anche grazie all’aiuto delle torri faro, l’attrezzatura per allestire il campo: le attività proseguiranno fino al primo ottobre, supportate da associazioni e gruppi comunali, che parteciperanno con 7 pick-up, 2 autovetture, un furgone, un’ambulanza della Cri e 9 motocicli di scorta tecnica.

Dal magazzino di Pasian di Prato, inoltre, si sono mossi i mezzi per il trasporto della cucina da campo, gestita dall’associazione nazionale alpini, che preparerà i pasti. «L’esercitazione ha rappresentato un momento di confronto e di test dei sistemi d'intervento della Protezione civile del Nord Italia e dei Paesi limitrofi. È attraverso l'esercizio, la collaborazione e il lavoro dei volontari che rafforziamo le nostre capacità d’azione in caso di necessità», ha sottolineato Riccardi, ponendo l’accento sul «ruolo insostituibile del volontariato di Protezione civile, formato, preparato e inserito nel sistema istituzionale e nelle sue specifiche competenze».

La settimana prossima il raduno vivrà il clou coinvolgendo il Dipartimento nazionale di Pc, le colonne mobili regionali e, appunto, i partner istituzionali di Austria, Croazia e Slovenia.

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