Fuochi, la Regione studia modifiche

Bolzonello sul decreto che impone misure restrittive anche agli agricoltori: correzioni seguendo l’esempio della Toscana

UDINE. Il decreto Terra dei fuochi, voluto dal Governo Letta per punire i gravissimi roghi di rifiuti che hanno portato all’inquinamento dell’aria e del suolo in ampie zone delle province di Caserta e Napoli, è valido su tutto il territorio nazionale.

E qui sorgono i problemi. Il motivo? La norma è decisamente molto restrittiva, tanto che si incorre in pesanti sanzioni nel caso di banali e consueti fuochi di ramaglie e tralci nelle campagne, così come è d’uso da secoli in Friuli. Se ne sono accorti molti amministratori locali, che hanno lanciato l’allarme.

Dal canto loro i consiglieri del gruppo di Forza Italia in Regione Riccardi, Ziberna, Novelli, De Anna e Marini hanno depositato una mozione urgente per chiedere una modifica della normativa, che tenga conto «delle usanze del Friuli Venezia Giulia». Già due Regioni, la Toscana e ieri il Veneto, hanno inserito degli emendamenti per evitare che gli agricoltori possano incorrere in multe assurde.

«Anche la nostra Regione - ha detto ieri in proposito il vice presidente nonchè assessore all’Agricoltura Sergio Bolzonello - sta facendo la stessa cosa. Stiamo definendo una norma simile a quelle già in vigore in altre regioni per evitare alcuni eccessi della legge nazionale. La Toscana ha già agito, probabilmente seguiremo quella strada».

Intanto il deputato pordenonese del Pd Zanin annuncia: «finalmente uno spiraglio per la bruciatura di paglie, sfalci e potature». I contatti intercorsi tra l’assessore all’ambiente della Regione Sara Vito e il parlamentare della Commissione agricoltura Zanin hanno permesso infatti di chiarire che una soluzione è in arrivo.

Ma, in attesa delle “correzioni” promesse, il gruppo di Forza Italia e la Lega passano all’azione.

«La normativa che disciplina la combustione sul campo di residui vegetali derivante dalla lavorazione agricola e forestale, il cosiddetto decreto Terra dei fuochi, va rivista e adeguata alle usanze del territorio regionale - scrivono i consiglieri Ziberna, Riccardi, Novelli, De Anna e Marini in una mozione presentata alla giunta regionale - . Una decisione del tutto condivisibile quella sulla Terra dei fuochi, se si pensa che l’obiettivo della norma era quello di punire i gravissimi roghi che hanno portato all’inquinamento dell’aria e del suolo di ampie zone della Campania. Visto, però, che la combustione in pieno campo di residui vegetali derivanti da lavorazione agricola e forestale si configura quale illecito smaltimento di rifiuti vengono punite anche tutte quelle buone pratiche agronomiche normalmente utilizzate sia dai contadini nei campi, sia per le nostre tradizioni centenarie dei falò epifanici di inizio anno».

«I falò per bruciare rami e foglie secche hanno un significato diverso dagli incendi di rifiuti pericolosi che divampano nella Terra dei fuochi alle porte di Napoli - scrive il gruppo della Lega in Regione - . La differenza è evidente a tutti, tranne che per le leggi italiane. La Regione solleciti il Governo nazionale a fare chiarezza in materia, distinguendo la combustione di residui vegetali dalla distruzione di rifiuti tossici per l’ambiente e per l’uomo». Sulla questione infine è intervenuta anche la Coldiretti del Veneto. «Saranno le amministrazioni comunali - si legge in una nota - , a individuare le aree, il periodo, gli orari in cui sono consentiti i fuochi sul terreno nel rispetto delle normative vigenti».

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