Fuga d’amore al capolinea Fidanzatini di nuovo a casa

Rientrati dopo una settimana a Manzano da Praga il ventenne e la quindicenne. Dai Cc un confronto chiarificatore con le famiglie. Potranno vedersi solo di giorno
20040225 - PRAGA - CRO : REP.CECA: ALLARME PER PONTE CARLO, RISCHIA DI CROLLARE. Un' immagine d' archivio del ponte Carlo, che attraversa il fiume Moldava per collegare la Citta' Vecchia con il Castello di Praga, e' fortemente danneggiato e secondo gli specialisti che recentemente hanno eseguito prospezioni subacquee, se i lavori di restauro non avverranno nei prossimi mesi si rischia il crollo di questo gioiello architettonico. I piloni di Karluv Most, come si chiama in ceco il famoso ponte sovrastato da gruppi scultorei (la cosiddetta 'popolazione di pietra di Praga'), sono stati fortemente scavati dalla corrente, le pareti di protezione costruite in legno sono in disfacimento, l'acqua ha scavato nei piloni solchi profondi anche tre metri. MICHAL KAMARYT-ARCHIVIO / ANSA / PAL
20040225 - PRAGA - CRO : REP.CECA: ALLARME PER PONTE CARLO, RISCHIA DI CROLLARE. Un' immagine d' archivio del ponte Carlo, che attraversa il fiume Moldava per collegare la Citta' Vecchia con il Castello di Praga, e' fortemente danneggiato e secondo gli specialisti che recentemente hanno eseguito prospezioni subacquee, se i lavori di restauro non avverranno nei prossimi mesi si rischia il crollo di questo gioiello architettonico. I piloni di Karluv Most, come si chiama in ceco il famoso ponte sovrastato da gruppi scultorei (la cosiddetta 'popolazione di pietra di Praga'), sono stati fortemente scavati dalla corrente, le pareti di protezione costruite in legno sono in disfacimento, l'acqua ha scavato nei piloni solchi profondi anche tre metri. MICHAL KAMARYT-ARCHIVIO / ANSA / PAL

MANZANO. E come si dice in questi casi, tutto è bene quel che finice bene. L’avventura a Praga della quindicenne e del ventenne, lei di Udine, lui manzanese, è terminata nel migliore dei modi: in fuga per una settimana, senza soldi e senza meta, mercoledì sera sono finalmente tornati in Italia, ricondotti a Manzano dai genitori della minorenne, che si sono sobbarcati di un viaggio in auto di 1.800 km, tra nebbia e neve, nel giro di sole 24 ore.

Inevitabile, appena arrivati a casa, la “ramanzina” dei carabinieri, che hanno ospitato la coppietta nella stazione dell’Arma fino a mezzanotte per una chiacchierata chiarificatrice con le famiglie. Sono stati infatti i militi di Manzano a curare sin dal giorno della loro scomparsa, avvenuta il 18 gennaio, le trattative con i giovani, convincendoli a farsi venire a prendere a Praga. Lì si sono potuti appoggiare all’Ambasciata, attivata dai Cc di Manzano.

«Abbiamo concordato nuove regole per poter vivere più felici – rifersice dell’incontro il papà della ragazzina -, potranno frequentarsi di giorno dopo la scuola, ma la sera ognuno torna a casa propria. Vista la tensione, nel viaggio di ritorno non abbiamo chiesto come hanno fatto a cavarsela, ma li abbiamo trovati bene e questo è l’importante». Qualche sfogo, un po’ d’emozione, molti buoni propositi e alla fine la riunione è finita con la riconciliazione. Osteggiata finora dalle famiglie, la storia d’amore potrà continuare, però con regole precise da rispettare. In realtà lui e lei si conoscono solo da due mesi: la sorella del ragazzo, che a tre giorni dalla scomparsa dei fuggitivi si era rincuorata sentendoli su “skipe”, dice che loro parlano di «amore vero».

La differenza di età però non convinceva i genitori, così i ragazzi hanno reagito con la fuga salendo sul primo treno, diretti forse a Londra o in Olanda (spesso citate dalla 15enne), ma senza un soldo in tasca. Il papà della minore, preoccupatissimo, ha pensato bene di utilizzare lo strumento di comunicazione ormai pane quotidiano per i ragazzi: su facebook, con un «Dove sei?», ha chiesto solidarietà agli amici, che si sono fatti in quattro per aiutarlo; addirittura, come il gruppo dei motociclisti, travestendosi da rapper e frequentando locali di musica a Bologna e a Milano. Preferisce invece non commentare l’avventura la mamma del ragazzo; comprensibile, «i ragazzi l’hanno fatta grossa - è stato detto -. Ora dobbiamo di nuovo sederci tutti intorno a un tavolo e ritrovarci con più serenità».

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