Frase choc su Priebke: "capitano sei libero"

Latisana, il consigliere comunale (ex Udc) Diego Cicuttin posta la frase su Facebook. «È un criminale, ma lasciatelo in pace»

LATISANA. Nell’era dei social network, gli epitaffi si scrivono anche su Facebook. Ed è proprio a questo che il consigliere comunale di Latisana, Diego Cicuttin, deve avere pensato venerdì, quando, appresa la notizia della morte dell’ex ufficiale tedesco delle Ss, Erich Priebke, ha deciso di commiatarsi da lui, pubblicando un messaggio on-line visibile a tutti i propri “amici”.

«Capitano... ora sei finalmente libero. R.I.P. Erich!!!», il saluto rivolto al boia delle Fosse Ardeatine dalle pagine del proprio diario. Parole sufficienti ad allungare fino in Friuli la bufera scatenata dall’agghiacciante “testamento” che Priebke ha voluto lasciare ai posteri e dai rimpalli sulla celebrazione dei suoi funerali.

Echi di una polemica che, con la frase di Fb, sembra non avere nulla a che spartire. A spiegarcelo, nel corso di una lunga e cortese telefonata, è lo stesso Cicuttin. «So di essermi tirato contro tante critiche - dice -, ma so anche di non essere un estremista e di avere semplicemente espresso una mia opinione. Un’idea che tenevo dentro da tempo».

L’occasione per esprimerla è arrivata l’altro giorno, con la morte a 100 anni dell’ex capitano nazista, condannato all’ergastolo con sentenza del 1998. «Quello che mi dà fastidio è che sia stato strumentalizzato - spiega -. Ho letto un po’ della sua storia, così come quella di tanti altri personaggi del passato, nazisti e anche comunisti. Ecco, non mi piace che le cose buone che ha fatto siano rimaste nascoste e che si parli sempre e soltanto di quelle brutte.

Certo, Priebke è stato preso e giustamente condannato a pagare per ciò che di sbagliato ha commesso - continua -. Ma questo non vuol dire che lo si debba trasformare nell’unico colpevole di un genocidio e tirare in ballo ogni volta che si parla di olocausto. Questo si chiama accanimento». A spingere Cicuttin - par di capire - è stato piuttosto un irrefrenabile senso di giustizia.

«È una questioen di dignità - afferma il consigliere di Latisana -. Chiunque, specie a quell’età, ha diritto di vivere i suoi ultimi giorni in pace. Anche se ha commesso atrocità come quelle. Per questo ho scritto che ora è finalmente libero». Da qui a volere esaltare lui e il suo operato ce ne passa, insomma. «La mia intenzione non era di inneggiare Priebke, nè tantomeno il nazismo - continua -. Sarei un ipocrita, se dicessi che a quei tempi andava tutto bene.

Sono il primo a credere che il regime nazista abbia rappresentato una pagina buia della storia e che quel che di buono è stato fatto dal fascismo abbia finito per essere coperto dalle cose negative. Ma dico anche che, preso atto di tutto ciò, bisogna andare avanti. Ricordare sì, ma soltanto per non ricaderci dentro. Anche perchè, in genere, più si parla delle cose e più le si esalta. Il caso di Berlusconi - conclude - ne è un esempio lampante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto