Fotovoltaico al Partidôr a Udine, Zini: «Il parco si farà, ma lontano dalle case»

L’annuncio dell’assessore all’incontro del comitato Respira. «Sarà ridimensionato rispetto al progetto di partenza»

Giuseppe Beltrame
Il Comitato Udine Sud Respira con Zini e Mansi /Foto Petrussi
Il Comitato Udine Sud Respira con Zini e Mansi /Foto Petrussi

 

«Il parco fotovoltaico tra via del Partidôr e via dei Tre Galli si farà, ma sarà ridimensionato rispetto al progetto di partenza». Parte da un annuncio l’intervento di sabato dell’assessore all’urbanistica Andrea Zini nel parchetto di via Lupieri. L’occasione è l’incontro organizzato dal comitato di cittadinanza attiva Udine sud Respira, insieme agli abitanti dei quartieri 4 (Udine Sud e Baldasseria) e 5 (Cussignacco e Paparotti).

«Dopo che il piano non aveva superato il primo vaglio tecnico degli uffici comunali, l’azienda proprietaria del terreno ha presentato una nuova domanda il 28 maggio, anche a seguito di un’interlocuzione informale dell’amministrazione».

Il nuovo progetto prevede la messa a terra dei pannelli solo dal lato della strada opposto alla futura sede della Protezione civile, quindi in un’area distanziata dalle abitazioni private. Zini ha comunicato anche che su quattro mega di potenza complessiva ottenuti dall’impianto, numeri inferiori al precedente progetto, un mega sarà devoluto a una Comunità energetica rinnovabile (Cer).

Il bosco urbano

Il comitato, rappresentato dalla presidente Bruna Fabbro, ha chiesto anche che a schermatura del parco vengano piantati alberi o siepi. «È stata già convocata la Conferenza dei servizi – fa sapere Zini – che vede tra i soggetti coinvolti anche il Comune. Il parere paesaggistico spetta alla Regione e l’amministrazione farà di certo presente la richiesta dei cittadini».

La risposta definitiva sulla pronuncia della Conferenza si dovrebbe avere entro la fine dell’estate. Fabbro ha chiesto conto all’amministrazione anche del progetto che prevede la costituzione di una zona verde pubblica comunale di 114.000 metri quadrati a nord della futura sede cittadina della Protezione civile, per la quale sono già stati avviati da tempo i dialoghi con il Comune.

«L’amministrazione è favorevole», conferma Zini, che aggiunge: «L’obiettivo è destinare l’area entro fine anno a questa funzione nel prossimo piano urbanistico, poi si partirà con un progetto vero e proprio. Sempre ricordando che, a oggi, l’area è di proprietà privata, quindi il Comune dovrà prima riuscire ad acquisirla».

Il piano risponde alla richiesta del Comitato di acquisire gli appezzamenti della zona ora censiti come zone agricole, unendoli al lotto a nord della Protezione Civile e «creando una sorta di “ bosco urbano”», precisa Fabbro.

Il corridoio verde

L’assessore ha inoltre comunicato che nel complesso dell’opera relativa alla Protezione civile sarà prevista la creazione di un “corridoio verde”, che permetterà la valorizzazione del lungo roggia e che potrebbe unirsi al percorso ciclopedonale già approvato. Zini ha fatto presente che valuterà anche la richiesta del Comitato di affiancare alla roggia il tratto tra via Lupieri e via dei Tre Galli.

Rispetto alla situazione del centro logistico del Partidôr, definito da più di qualcuno dei presenti un vero e proprio «ecomostro», l’assessore ha preso tempo. «Mi riservo di capire i passaggi del progetto realizzato – ha assicurato –. Verificherò anche a che punto sono gli sviluppi, per ora in quegli spazi non ho visto grande attività. Farò verifiche anche di possibili azioni di mitigazione».

L’atto di indirizzo

A intervenire è stato poi l’ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Sergo, da sempre critico nei confronti della creazione dei parchi fotovoltaici. «Il Cnr ha dimostrato che la loro installazione su superfici naturali porta ad un aumento della temperatura del suolo di circa 17 gradi», il dato che porta per avvalorare la sua tesi.

In chiusura l’invito del consigliere comunale Matteo Mansi. «Propongo – ha detto – che il Comitato qui presente produca un atto di indirizzo rivolto a maggioranza e minoranza per rendere noto quali sono le richieste “per la buona vita della comunità”».

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