Floreanini: «Persa un’occasione con gli immigrati»



«Non è una sconfitta personale, ma per l’intera comunità a livello sociale. Non li abbiamo mai aiutati a integrarsi, anzi li abbiamo ghettizzati». Stefano Floreanini, consigliere indipendente di minoranza, ha una vena di amarezza nella voce dopo lo spostamento dei 35 richiedenti asilo dall’ex caserma Meloni di Coccau alla Cavarzerani di Udine. È stato lui che si è mosso più volte per far incontrare tarvisiani e pakistani, organizzando per esempio un momento conviviale aperto alla cittadinanza, a ottobre, in collaborazione con il raggruppamento temporaneo di imprese composto da Medihospes Cooperativa Sociale onlus di Bari e Tre Fontane Cooperativa di Roma, che ha gestito la struttura fino a mercoledì. Sempre Floreanini ha provato a suggerire all’amministrazione comunale di impiegare queste persone «in attività utili per la comunità, dallo spalare neve a pulire la ciclabile. È rimasta lettera morta, perdendo un’occasione per favorire l’integrazione di questi ragazzi e di adottare un modello già scelto in altre località del Friuli – fa notare –. Per fortuna c’è stata la sinergia con Legambiente per la giornata ecologica ai laghi di Fusine. Ma è stato troppo poco». Per il consigliere, è mancato un interscambio culturale «che avrebbe fatto bene a tutti», resta il rammarico di aver vissuto la presenza dei richiedenti asilo «come chissà quale minaccia di terrorismo o islamizzazione, mentre i fatti dimostrano che in questo anno e mezzo è accaduto poco o nulla: i migranti alla Meloni sono stati utilizzati solo da qualche partito politico per incrementare i consensi. Ecco, in questo senso hanno vinto “loro”, politici locali che incitavano a guardare queste persone con diffidenza. Ma tutta la comunità ha perso un’occasione». Tra mille difficoltà, alcuni sono anche riusciti a trovare un posto di lavoro a Tarvisio – come Alì Rafaqat o Alì Ayaz, impiegati in aziende della zona –, scegliendo di provare a costruirsi un futuro in Valcanale: «Sono piccole percentuali, ma dimostrano che qualcosa si è mosso e che si poteva fare di più – conclude Floreanini –, ma senza un maggiore sforzo per aiutare l’inclusione non si potevano pretendere miracoli. Con Rafaqat ho stretto un rapporto di amicizia e sono convinto che sarà un ottimo tarvisiano. Molti, invece, sono tornati da dove sono venuti, cioè dalla Cavarzerani: non credo che questo sia una soluzione ai loro problemi o dia loro nuove prospettive. Si continua a nascondere la polvere sotto il tappeto». —

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