Finita l’era della banca di Vicenza: via le insegne dalle vetrine

Il gruppo Intesa sta sostituendo marchi e targhe della BiPopVi. Per i clienti non cambia nulla. Il prossimo step è l’aggiornamento informatico 
Udine 26 Agosto 2017. Filiali ex Banca Popolare di Vicenza ora Intesa San Paolo. Filiale di Via Europa. © Foto Petrussi
Udine 26 Agosto 2017. Filiali ex Banca Popolare di Vicenza ora Intesa San Paolo. Filiale di Via Europa. © Foto Petrussi

UDINE.Dopo la vendita per 50 centesimi ciascuna, delle due Popolari venete non restano nemmeno le insegne. In questi giorni Intesa sta sostituendo le vecchie effigi della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca con le proprie. Ma niente paura: per i clienti non cambia nulla. Almeno per ora.

Alla fine di giugno Intesa Sanpaolo ha dato un euro in cambio delle due banche che hanno fatto scorrere tanto inchiostro con le loro angherie e il Gruppo ha subito promesso ai propri azionisti che non avrebbe speso neanche un centesimo di più. Al tempo stesso ha garantito a tutti i dipendenti che non ci sarebbero stati esuberi (dall’accordo restano esclusi tutti i dipendenti delle realtà satellite alle Popolari).

«Giuridicamente da due mesi le due Popolari non esistono più e sono entrate nel perimetro di proprietà di Intesa, il medesimo di cui fa parte anche la Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia – spiega Roberto De Marchi, segretario della First Cisl –. Ma ancora in questa fase tutto funziona con i sistemi informatici vecchi, dai conti correnti ai mutui, rapporti titoli, pagamenti, scadenze. Non c’è nessun buco».

Bloccati invece i vecchi prodotti delle due Popolari, come i fondi e tutta la rete dei capi area è già stata richiamata dalla neo casa madre per essere istruita sui nuovi prodotti da vendere, quelli di Intesa Sanpaolo.

«L’attività è ripartita subito – sottolinea De Marchi –. Chiaro che per arrivare a una gestione normalizzata ci vorrà tempo. È già stata avviata tutta l’attività per riportarla nell’ambito del Gruppo, operazioni che stanno facendo a Milano per condurre due banche importanti in una gestione diversa, con il cambio della maggior parte delle figure di vertice».

Il prossimo step è l’aggiornamento informatico. «Un appuntamento che tutti nel Gruppo si augurano possa arrivare il prima possibile – sono le parole del sindacalista –. Per ora stanno lavorando con i vecchi software e fare collimare sistemi che parlano linguaggi differenti non è facile. Quello però sarà anche il momento in cui cambieranno i bancomat. In Sanpaolo stanno correndo come disgraziati perché prima tutte le operazioni saranno a regime, prima faranno rendere l’investimento. Benché si parli di un euro, dietro c’è una scommessa importante di Sanpaolo».

La marginalità è in calendario già dal primo gennaio 2018. «Adesso ci sono i mesi di avvio con il mancato guadagno programmato – ha concluso De Marchi –, ma il ritorno è previsto già dal prossimo anno. E, infatti, i vertici si sono dimostrati pressanti con i dipendenti per la vendita dei prodotti».

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