Filippine, donna di Rodeano tra le vittime del tifone

UDINE. Aveva lasciato le Filippine 24 anni fa, dopo avere conosciuto l’uomo che sarebbe diventato suo marito e avere deciso di trasferirsi con lui in Friuli. Ma nella sua terra d’origine Loreta Emnas aveva continuato a tornare almeno una volta l’anno, per ritrovarsi con i tanti parenti rimasti sull’isola di Leyte. Lo aveva fatto anche all’inizio dell’estate scorsa e poi di nuovo in ottobre. Perchè, vedova da un paio d’anni, a Tacloban sapeva di trovare il calore della sua anziana madre e dei numerosi fratelli. Questa volta, però, ad attenderla c’era anche Haiyan, il tifone che, venerdì scorso, ha seminato morte e distruzione.
Ed è proprio lei la vittima italiana di cui ieri il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha dato ufficiale notizia. «Tutti sono monitorati e una donna è stata ritrovata senza vita, deceduta pare a causa di un infarto», ha detto il ministro, aggiungendo che «mancano due soli italiani all’appello», ma che «è possibile che non riescano a mettersi in contatto con l’Italia, perché i cellulari non funzionano». Loreta aveva 61 anni e abitava a Rodeano Basso, nella casa in cui per tanto tempo aveva vissuto con l’amato Dino Cosolo, scomparso nel 2011 a seguito di una malattia. In Friuli, a piangerla, rimangono le due sorelle Marciana Emnas, che con la figlia Bella Marie risiede a Udine, e Roberta Emnas Anzolini, di Corno di Rosazzo.
«Mia madre aveva saputo che la zia era stata ricoverata in ospedale già lunedì - riferisce la nipote Bella Marie -. Non sapevamo di quanto grave fosse la situazione: pensavamo fosse stata colta soltanto da un attacco di paura. In realtà, si era trattato di un ictus, probabilmente provocato proprio dal tifone. E alle 4 ora italiana del mattino successivo, è arrivata la telefonata che ci comunicava che era morta. Purtroppo, non c’è stato il tempo, nè il modo per trasferirla da Ormoc, a sua volta devastato dal tifone, a Cebu, dove avrebbe trovato l’assistenza di cui necessitava. A quanto ne sappiamo - continua -, il corpo si trova ancora in quell’ospedale. I funerali, comunque, saranno celebrati nelle Filippine, dove si trova la tomba di famiglia».
Loreta era stata la prima delle sorelle a compiere il grande passo verso l’Italia. «Aveva conosciuto lo zio Dino a Manila - racconta la nipote -. Lui ci era andato in vacanza con gli amici e, nell’89, lei lo aveva raggiunto in Friuli. Poi erano partite anche mia madre e Roberta, la più giovane delle tre». A Rodeano, Loreta si era sempre dedicata alla casa e al marito. Una casalinga esemplare, insomma. La coppia non aveva avuto figli. «Era una persona molto tranquilla - continua Bella Marie -. Nei primi anni, aveva partecipato ad alcune attività dell’associazione Bayanihan, tra cui quelle del gruppo folcloristico. Ma quel che più le piaceva, era lo stare in casa e trascorrere il tempo con le sorelle. Dopo la scomparsa dello zio, aveva intensificato le visite alla nonna e al resto della famiglia sull’isola di Leyte, dove le piaceva anche rifugiarsi per sfuggire ai mesi più freddi. Con mia madre, ne aveva già programmata un’altra per aprile».
Nella comunità filippina presente in Friuli, in questi giorni, c’è preoccupazione anche per un’altra connazionale. «Non abbiamo più notizie di Ellen Perez - dice Lucy Gonzales, tra le prime a sbarcare in terra friulana, nel lontano 1982 -. Ha abitato a Udine per 30 anni e da un paio era ritornata in Patria. Oggi, alla palestra del Palacus in via delle Scienze, faremo una raccolta di offerte da spedire nelle Filippine. L’altro giorno, un contributo è arrivato già da Elisabetta Nonino, attraverso i soldi donati ai dipendenti della distilleria che hanno parenti nell’isola. E un’altra offerta ci è stata data anche dalla IV A della scuola primaria “R. Pitteri” di Cervignano».
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