Federcaccia al voto, riconfermato Viezzi: in agenda l’emergenza cinghiali

UDINE. Paolo Viezzi, avvocato udinese di 51 anni, è stato confermato presidente regionale di Federcaccia. Per lui si tratta del terzo mandato quinquennale, ma è la prima volta che l’elezione si è svolta in maniera diretta, con il voto dell’assemblea riunitasi al ristorante Belvedere di Tricesimo.
Nelle occasioni precedenti infatti, il meccanismo prevedeva la scelta del presidente attraverso una decisione del Consiglio, mentre stavolta a decidere la guida di Federcaccia regionale per i prossimi cinque anni sono state le circa 200 sezioni comunali della Federazione.
Con la novità dell’ingresso in Consiglio (complessivamente 23 membri) anche di un rappresentante per ciascuno dei 15 Distretti venatori del Friuli Venezia Giulia. Alla prima riunione il Consiglio indicherà anche i vicepresidenti e il segretario regionale. «Se prima il presidente era espressioni di pochi – commenta il neo eletto –, mi ritrovo ora con una legittimazione decisamente più forte. Come associazione, grazie alla modifica statutaria, avremo ora personalità giuridica e il riconoscimento della Regione. Un unicum che si aggiunge ad altre peculiarità in Friuli Venezia Giulia».
Viezzi fa riferimento ai vari progetti innovativi già messi in campo da Federcaccia. Tra l’altro, la convenzione stretta con il tribunale di Udine, la possibilità di far svolgere lavori di pubblica utilità e messa alla prova, l’ingresso del servizio di vigilanza Federcaccia all’interno dei gruppi di coordinamento della Procura della Repubblica friulana per la repressione del bracconaggio e dei reati ambientali.
«Tutte iniziative che la Federazione nazionale sta guardando con particolare attenzione e che non è escluso possano diventare modelli da esportare nelle altre regioni – commenta ancora Viezzi –. Per questo, vista la presenza del presidente nazionale Massimo Buconi in assemblea, abbiamo fatto richiesta di ulteriore autonomia. Da parte del presidente è arrivata una prima apertura, ma la trattativa è al momento solo avviata».
Viezzi, inoltre, ha le idee ben chiare sul suo prossimo mandato. «Ci troviamo a far fronte ad alcuni problemi che riguardano la nostra associazione – spiega – e altri che abbracciano l’intero terzo settore come, da ultimo, le criticità contenute all’interno del cosiddetto “spazzacorrotti”. Poi, però, ci sono le questioni che riguardano l’intero mondo delle doppiette. «Non credo sia più possibile – prosegue – non affrontare la questione della fauna problematica come cinghiali, volpi oppure cornacchie che non sono più controllabili e che ormai vivono sempre più vicini alle città e alle abitazioni.
Gli iscritti all’associazione? Con un pizzico di orgoglio lasciatemi sottolineare che siamo l’unico gruppo in Italia a non aver perso adesioni tanto da aver formato, nello scorso anno, 250 persone per sostenere l’esame venatorio. E questo anche grazie alla collaborazione che abbiamo avviato, e che speriamo di poter esportare in altre regioni, con diverse associazioni come quelle dei pescatori o dei raccoglitori di funghi».
Nel corso della giornata sono stati inoltre conferiti alcuni riconoscimenti. Il primo alla memoria di Alido Pertoldi, già presidente regionale di Federcaccia e dello’Organo gestore riserve in regione, prematuramente scomparso nel 1995. Quindi a Renato Monestier, presidente comunale e direttore della Riserva di San Vito al Tagliamento, da oltre 50 anni impegnato nel sodalizio Fidc, e alla sezione comunale di Gemona, presieduta da Daniele Contessi, che nell’ultimo quinquennio ha contribuito a elevare immagine e considerazione del mondo venatorio.
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