Fatturato in picchiata alle Poste: cancellate 39 zone di recapito

UDINE. Incassi in picchiata per le Poste, e allora arrivano i tagli alle zone di recapito. La crisi ha origini lontane: a saltare nel 2010 sono le consegne del sabato, due anni dopo arriva la chiusura degli uffici periferici, e adesso è la volta delle zone di recapito. In provincia di Udine passano da 382 a 343, con un meno 10% che si riflette anche sui lavoratori: 70 le eccedenze e nessun ritocco all’orario di consegna. Il riassetto non dovrebbe comportare disagi agli utenti.
Sono 39 le zone di recapito cancellate in provincia di Udine. Ogni portalettere vedrà aumentare il territorio di competenza senza un corrispettivo economico. Già perché in un momento di crisi (nel 2012 le Poste hanno perso il 27% del fatturato, pari a circa 400 milioni di euro) gli straordinari sono bloccati. Ancora non è chiara la rimodulazione dell’orario di lavoro, si parla in modo generico di “anticipare il giro”.
Inoltre, ai 39 postini si aggiungono pure 31 lavoratori in eccedenza al centro di smistamento di viale Europa, come da accordo siglato fra azienda e sindacati nel 2010. Ma il piano di riassetto non lascia nessuno a casa. «È un processo graduale che si completerà entro l’anno – assicura il segretario regionale Cisl Poste, Domenico La Rocca – e i lavoratori considerati eccedenti saranno reimpiegati in altri settori». A salvare l’occupazione sono da un lato l’aumento delle scorte per infortuni, ferie e malattie, passate dal 111 al 112%, dall’altro una serie di test attitudinali che le Poste hanno già messo in campo nei mesi scorsi per vagliare le attitudini dei lavoratori e accrescere la disponibilità di sportellisti.
Resta pure la possibilità del pensionamento anticipato. Ferma restando la moratoria al taglio di altri uffici periferici per tutto il 2013 (la riorganizzazione è ancora in atto), le Poste hanno deciso di puntare su qualità e nuovi servizi per il rilancio dell’azienda.
«Una parte dei lavoratori considerata in eccedenza sarà impegnata nel controllo di qualità – spiega La Rocca – soltanto puntando all’eccellenza potremo recuperare la quota di mercato persa. Il progetto di rilancio punta all’apertura di nuove aree di consegna. Penso ai pacchi fino a 3 chilogrammi. I giovani ormai acquistano molto on line e questo tipo di consegne rappresenta la nuova frontiera».
La riorganizzazione è frutto di un accordo con i sindacati. «Il meno 27% di fatturato non lascia scampo – chiosa La Rocca –, è un calo imputabile alla crisi economica piuttosto che all’apertura del mercato a competitor. Chiusure, fallimenti e un minore giro di affari, ecco perché le imprese non spediscono più. Ma l’azienda si è impegnata a fare tagli in modo equo. Esiste un tavolo permanente in cui chiederemo conto di ogni mossa che esula il patto per il rilancio».
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