Evasione fiscale, l’inchiesta si allarga

Udine, dichiarato latitante l’imprenditore Tomeucci. Lunedì interrogatorio in carcere per i due professionisti arrestati
ANTEPRIMA Udine 13 NOVEMBRE 2006.operazione e conferenza stampa GDF in procura Copyright Massimo Turco Foto Agency Anteprima Udine
ANTEPRIMA Udine 13 NOVEMBRE 2006.operazione e conferenza stampa GDF in procura Copyright Massimo Turco Foto Agency Anteprima Udine

UDINE. Impossibile trovarlo, almeno in Italia. I militari della Guardia di finanza, in tre giorni, hanno setacciato il territorio alla ricerca del 70enne imprenditore milanese Domenico Tomeucci passando in rassegna le sue proprietà fra Scodovacca di Cervignano e Arezzo. Tentativi infruttuosi al termine dei quali è stato predisposto il verbale di vane ricerche che dovrebbe essere depositato oggi in Procura.

Latitante. Basterà per emettere un decreto in base al quale Tomeucci sarà dichiarato latitante. Impossibile quindi per le Fiamme gialle (nell’ambito della clamorosa inchiesta sul caso di evasione fiscale di cui abbiamo riferito ieri) eseguire per lui l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Roberto Venditti su richiesta del pm Marco Panzeri che ha coordinato le indagini, così come è stato fatto nei confronti del commercialista 45enne Stefano Barei e della sua stretta collaboratrice Barbara Romanin, 48enne di Tolmezzo, già trasferiti al carcere.

L’imprenditore formalmente risulta residente a Santo Domingo, dove, secondo il suo legale del foro di Arezzo Tiberio Baroni, Tomeucci si sarebbe trasferito «per motivi di salute», in realtà per gli inquirenti, quella sarebbe stata solo una residenza fittizia.

La punta di un iceberg. Quattro imprenditori indagati, due professionisti in carcere e un latitante. Per gli inquirenti non è che il primo provvedimento, figlio di quasi due anni di indagini, che hanno portato gli inquirenti ad accumulare centinaia di documenti.

Un filone che potrebbe proseguire portando a nuovi risvolti. L’accusa principale è quella di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, stampate a decine per incassare milioni di iva fra il 2007 e il 2010. Ma fra i reati contestati vi sono anche l’infedele dichiarazione e l’appropriazione indebita per cospicue somme di denaro.

Per ora i militari della Gdf hanno recuperato a tassazione oltre 12 milioni di euro di base imponibile, 3 di Iva dovuta e 6 milioni per operazioni inesistenti. I sequestri finora operati su denaro, quote societarie e beni immobili, ammontano a 1,7 milioni di euro.

Task force anti evasione. «Questo è il primo importante risultato prodotto dal gruppo di lavoro in materia di evasione fiscale internazionale istituito dal Comando provinciale della Gdf nel 2010». A parlare è il capitano Giuseppe Antonaci, comandante della Compagnia di San Giorgio di Nogaro. Il gruppo ha messo al lavoro una decina di militari che in questi anni hanno incrociato dati, effettuato pedinamenti e fatto ricorso anche alle rogatorie internazionali nell’ambito della lotta ai reati fiscali.

«Attraverso i registri Aire cerchiamo i soggetti che si avvalgono di residenze fittizie specie nei paesi con tassazione agevolata, compresi Repubblica Dominicana e Croazia, ponendo attenzione a quelli che hanno interessi economici in Italia – spiega il comandante Antonaci –. Quindi interroghiamo le banche dati e internet per tracciare la presenza in Italia dei soggetti. Verifichiamo la posizione di coloro che possiedono imbarcazioni battenti bandiera estera e cerchiamo tracce di transfer prizing, una pratica adottata fra gruppi di imprese sul trasferimento di quote di reddito a un valore diverso da quello che sarebbe pattuito tra entità non consociate».

Sotto osservazione. Scremando questi dati sarebbero emerse decine di situazioni anomale, già poste all’attenzione dei militari. Fra queste è sbucata la figura di Tomeucci e, a grappolo, quella degli altri professionisti. Il resto è storia, dai decreti di accesso domiciliari per avviare l’attività ispettiva alle 6 perquisizioni effettuate, all’acquisizione del materiale trovato.

Reati prescritti. «Abbiamo pochi giorni per radunare la documentazione e prepararci all’interrogatorio di garanzia fissato per lunedì dal gip Roberto Venditti» ammette l’avvocato Filippo Capomacchia, che assiste la Romanin.

«Sarà così possibile dimostrare la liceità di gran parte dei documenti emessi sulle operazioni contestate. L’ordinanza – aggiunge – sembra avere carattere fortemente enunciativo. Per la maggior parte sono documenti emessi dopo il 2007, ma ve ne sono alcuni che risalgono addirittura al 2005, quindi prescritti. Ciò ci lascia ci lascia perplessi – conclude – contestiamo gli indizi di reità e le esigenze cautelari per questo presenteremo istanza di Riesame.

In Marocco fino a 10 giorni fa. Per Paolo Viezzi, che assiste sia la Romanin sia Barei, le esigenze cautelari sono infondate. «Basterebbe fare una fotocopia dei passaporti dei miei assistiti per capire che il rischio di fuga non sussiste. Nell’ultimo biennio sono andati a tornati dalla Romania una dozzina di volte e Barei è arrivato dal Marocco una decina di giorni ben sapendo che erano in corso le indagini nei suoi confronti. Avesse voluto andarsene lo avrebbe fatto da tempo. Comunque consideriamo l’interrogatorio di garanzia un’opportunità che ci consentirà di smontare gran parte delle accuse» conclude fiducioso.

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