Espone due dischi orari, prete multato e graziato
Don Italico Gerometta: «Sanzione ingiusta, ho pagato ma verrò risarcito». La spiegazione: «Non riuscivo a spostare la rotellina che regola il disco orario incorporato nell’automobile. Dopo alcuni minuti ho adagiato sopra al cruscotto un vecchio disco orario manuale»

Don Italico Gerometta prende la multa per aver esposto non uno, bensì due dischi orari.
La paga, ma poi contesta il fatto alla Polizia locale, che lo assolve. È successo nei giorni scorsi a Bibione, dove il parroco originario della Val d’Arzino, nel pordenonese, amministra nove parrocchie di montagna. La sua breve villeggiatura estiva nel litorale si è trasformata in una lezione di diritto.
Il sacerdote era arrivato a Bibione per concedersi qualche ora di libertà al mare. Una pausa prima di tornare nelle sue amate montagne, approfittando del clima clemente per una passeggiata con i piedi nell’acqua, respirando aria buona.
Quando ha raggiunto l’automobile dove l’aveva parcheggiata, sul tergicristallo c’era una multa per un importo di 42 euro che, con la misura della riduzione del 30%, pagando la contravvenzione entro 5 giorni, gli avrebbe comportato una spesa di poco più di 29 euro.
Don Italico, perplesso per l’accaduto, dal momento che aveva lasciato in bella vista il disco orario, ha comunque pagato il dovuto. «Ma io non dovevo avere nessuna multa», ha raccontato, dicendo che fosse stata tutta colpa «del ruotino del disco orario». Diverse automobili hanno in dotazione un disco orario di piccole dimensioni appiccicato al cruscotto, dove una volta si collocava il tagliando con la scadenza dell’assicurazione. C’è chi lo toglie, altri no.
«Con il gran caldo di quei giorni», confessato il parroco, «non riuscivo a spostare la rotellina che regola il disco orario incorporato nell’automobile. Dopo alcuni minuti ho adagiato sopra al cruscotto un vecchio disco orario manuale, che conservavo in macchina. Al ritorno, quando ho visto la multa, ho pensato che non fosse possibile. Ma perché proprio a me?».
Don Italico paga il dovuto, ma poi protesta. «Mi sono appellato alle mie documentazioni. La Polizia locale ha ammesso che non c’erano le condizioni per elevare la multa ai miei danni. C’è una norma, a proposito, non chiara sull’argomento. E con le parole, si sa, si può giocare. Io non ho bisogno di visibilità. Ho chiarito le mie ragioni, sottolineando che la multa è ingiusta. La Polizia locale alla fine mi ha dato ragione, e mi ha detto che rifonderà la spesa, riassegnandomi sul conto la cifra ormai versata».
Una storia a lieto fine per don Italico, assolto.
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