Esplosione in un appartamento a Sesto al Reghena, ferito gravemente un uomo di 43 anni

Il ferito ha riportato ustioni a volto, braccia e mani. Intervenuti vigili del fuoco, sanitari ed elisoccorso
Giulia Soligon
Gli interni dell'appartamento dove si è sviluppato l'incendio
Gli interni dell'appartamento dove si è sviluppato l'incendio

Tragedia sfiorata domenica pomeriggio, 25 gennaio, nell’appartamento al piano terra di un’abitazione di via Piave a Sesto al Reghena, dove si è verificata un’esplosione di gas. Unico ferito è stato l’occupante dell’alloggio, un uomo di 43 anni sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con bracciale elettronico per atti persecutori. In serata è stato trasferito al Centro grandi ustioni di Padova per le cure necessarie.

Momenti di paura quelli vissuti poco prima delle 15 dai residenti del gruppo di case vicino a quella coinvolta dall’esplosione. I vetri delle finestre sono scoppiati, la porta è saltata in aria. Il quarantatreenne investito dalle fiamme ha cercato subito soccorso dai vicini. Una scena cruenta a cui hanno assistito anche alcuni bambini, fortunatamente non presenti nelle vicinanze al momento dello scoppio. Disabitata anche la casa più vicina, il cui giardino confina con l’ingresso dell’appartamento coinvolto.

Il quarantatreenne, intubato e sedato, è stato ricoverato al nosocomio padovano specializzato nel trattamento delle ustioni. Soccorso sul posto dal personale sanitario dell’ambulanza, da una prima valutazione medica sono state riscontrate ustioni di secondo grado su volto, braccia e mani. Le condizioni sono state ritenute tali da affidarlo all’equipaggio dell’elicottero a disposizione del servizio sanitario regionale allertato e nel frattempo atterrato nei pressi dell’abitazione. Inizialmente elitrasportato al Santa Maria della Misericordia di Udine, successivo è stato il trasferimento nell’altra struttura ospedaliera.

Mentre i soccorsi sanitari lasciavano il luogo dell’esplosione, il lavoro lì continuava per i vigili del fuoco, giunti con la squadra e l’autobotte del distaccamento di San Vito al Tagliamento, oltre a una seconda dalla sede centrale di Pordenone, che hanno proceduto subito all’estinzione di alcuni focolai presenti nell’appartamento interessato dall’esplosione. Al loro arrivo, l’unica persona che si trovava all’interno dell’alloggio era l’uomo di 43 anni già uscito autonomamente.

Ad assistere alla scena fin da subito e allertare il Numero unico per le emergenze 112 sono stati i vicini di casa, che avvertita l’esplosione, distinta fino a un chilometro di distanza dal luogo dell’avvenimento, si sono precipitati fuori a prestare i primi aiuti nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi e dei pompieri. Unico coinvolto nell’esplosione, dunque, è stato il quarantatreenne, che da alcuni anni viveva in affitto nell’appartamento al piano terra dell’abitazione, dove da circa un mese era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con bracciale elettronico a seguito di una denuncia per atti persecutori.

Al piano superiore abita invece una ragazza, che fortunatamente si trovava a casa della madre, quindi lontano dal suo alloggio. Concluse le operazioni di spegnimento, i pompieri hanno proseguito con la bonifica e messa in sicurezza delle parti distrutte. All’esterno dell’abitazione erano stati raccolti diversi suppellettili andati bruciati. Dalle sedie, cornicioni, finestre a una stufa.

L’intervento si è protratto fino a sera. Del fatto è stato avvisato il pubblico ministero di turno Carmelo Barbaro, che ha ordinato il sequestro dell’appartamento al piano terra, su cui i vigili del fuoco, al termine dell’attività, hanno posto i sigilli. Restano in corso di accertamento le cause dell’esplosione. All’interno dell’alloggio è stata trovata una bombola del gas chiusa, rimasta inesplosa. Se all’origine dell’accaduto vi sia un fatto accidentale o un’azione volontaria saranno solo ulteriori accertamenti a chiarirlo.

In via Piave è intervenuta anche la squadra del nucleo investigativo antincendi specializzata nell’individuare cause e dinamiche dei roghi.

Per quanto di competenza, erano presenti anche i militari dell’Arma con due pattuglie dei carabinieri della stazione di Casarsa della Delizia e la squadra intervento operativo di Mestre, già presenti sul territorio per un servizio di controllo straordinario per reati contro il patrimonio.

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