Cede una roccia, escursionista di 75 anni ruzzola per 15 metri: interviene l’elisoccorso

È accaduto sull’Alta Via Resiana a 2200 metri di quota in prossimità del Monte Slebe: l’uomo ha perso inizialmente conoscenza ma poi si è ripreso

Chiara Dalmasso

Una caduta rovinosa lunga 15 metri, che ha avuto come esito finale soltanto un trauma al viso, oltre al grande spavento. Protagonista dell’incidente, avvenuto sabato pomeriggio sul monte Slebe, cima inserita nel gruppo del Canin, un uomo di 75 anni, residente a Pordenone.

L’allarme

Intorno alle 14 di pomeriggio la Sala operativa regionale emergenza sanitaria (Sores) ha attivato la stazione di Moggio Udinese del soccorso alpino, l’elisoccorso regionale, la Guardia di finanza e l’ambulanza sull’alta Val Resiana, a 2.200 metri di quota, in prossimità del monte Slebe. A dare l’allarme è stato il compagno di escursione del settantacinquenne, che, vedendolo ruzzolare per diversi metri, si è preoccupato e ha chiamato il numero unico di emergenza 112.

L’incidente

L’escursionista stava procedendo in discesa dalla cima del monte Slebe, sul sentiero Cai 731a, quando, per cercare di individuare il segnavia successivo posizionato sul percorso, ha appoggiato un piede su una roccia che ha ceduto, facendolo precipitare verso il basso. Dopo essere ruzzolato per circa 15 metri l’escursionista si è fermato, perdendo per un momento conoscenza.

A questo punto, il compagno di escursione che era con lui aveva già allertato i soccorsi. Il settantacinquenne, però, ha ripreso quasi subito conoscenza, accusando, dopo la caduta, soltanto un trauma facciale.

I soccorsi

In pochi minuti la macchina dei soccorsi si è messa in moto: l’elisoccorso è arrivato in quota e ha sbarcato al verricello il tecnico di elisoccorso, recuperando il ferito con il triangolo di evacuazione. Issato in elicottero, l’uomo era già cosciente: è stato sbarcato a Stolvizza, dove erano presenti tre soccorritori di Moggio Udinese e l’ambulanza, arrivata intanto da Chiusaforte.

Con una seconda rotazione il velivolo è tornato sul posto per recuperare anche il compagno di escursione del settantacinquenne, in attesa sul sentiero che dal monte Slebe porta verso valle. Il ferito ha rifiutato l’ospedalizzazione, scegliendo di rientrare a casa con i propri mezzi.

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