Escursionista colta da malore sulle Dolomiti friulane: soccorsa con l’elicottero
Allarme lanciato via radio da Casera Pramaggiore, a circa 1.800 metri di quota: in quell’area non c’è campo. La donna è stata portata all’ospedale di Udine

Un malore improvviso ha colpito giovedì mattina una volontaria del Cai di San Vito al Tagliamento mentre si trovava a Casera Pramaggiore, a circa 1.800 metri di quota, in una delle aree più interne del Parco naturale delle Dolomiti friulane. La donna, 65 anni, residente in provincia di Pordenone, stava partecipando ai lavori di sistemazione di una casera, affidata in gestione alla sezione Cai di San Vito.
Sul posto erano presenti anche i tecnici della stazione Valcellina del soccorso alpino, impegnati insieme ai volontari nelle operazioni di trasporto in quota di legname e altri materiali necessari ai lavori. Le manovre sono state effettuate con il supporto di un elicottero militare, il cui impiego ha richiesto il costante coordinamento via radio con il personale a terra.
Durante i lavori di ristrutturazione la donna si è improvvisamente sentita male. La richiesta di aiuto avrebbe potuto risultare particolarmente difficile: Casera Pramaggiore è infatti raggiungibile soltanto attraverso una strada forestale di circa 15 chilometri e l’intera area è priva di copertura telefonica.
A rendere possibile un intervento tempestivo è stata la presenza di un tecnico del soccorso alpino della stazione Valcellina, che stava coordinando le operazioni con l’elicottero ed era dotato di radio di servizio. Attraverso quel collegamento è riuscito ad avvisare il campo base, dove si trovava un altro operatore del soccorso alpino, peraltro medico.
Quest’ultimo ha immediatamente contattato il 112, consentendo alla Sores di attivare l’elisoccorso regionale. In pochi minuti l’elicottero sanitario è decollato dalla base di Udine e ha raggiunto il bivacco. L’équipe medica ha prestato le prime cure, stabilizzando la paziente sul posto, prima del trasporto in codice giallo all’ospedale di Udine.
«In un territorio così isolato la radio si è rivelata fondamentale» sottolinea Sergio Buricelli, presidente del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico del Fvg «in un’area priva di copertura telefonica ha consentito di trasmettere immediatamente la richiesta di aiuto, riducendo sensibilmente i tempi di intervento e permettendo all’elisoccorso di raggiungere rapidamente la paziente».
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