Emorragia Tarvisio: persi 1.362 abitanti in vent’anni

Chiusura della miniera e Austria nell’Ue: questi i motivi principali del calo Dai 5.999 abitanti del ’92 ai 4.637 di oggi (-22,7%), ma ci sono segnali di ripresa

TARVISIO

Sono 4.637 gli abitanti di Tarvisio, come ha rilevato l’anagrafe comunale al 31 dicembre 2011. In calo di 47 unità rispetto il 2011, ma in un’emorragia che perdura dal 1994 (tranne un più 3 registrato nel 2002), l’anno scorso c’è stato un calo del fenomeno della diminuzione dei residenti rispetto al -120 del 2009 e al -91 del 2010. In 20 anni comunque il comune ha perso 1.362 residenti. Erano 5.999 nel 1992. Insomma la città ha perso il 22,7% di abitanti in vent’anni. Lo stillicidio nel periodo seguente all’evento dell’Europa unita con -245 nel 1995, -69 nel 1996, neno 69 nel 1997, meno 112 nel 1998, meno 121 nel 1999 e -140 nel 2000. Il calo demografico comincia subito dopo la chiusura della miniera di Cave del Predil e si acuisce con le trasformazioni conseguenti alla costituzione dell’Ue: via le dogane, le attività delle case di spedizione, via i reparti militari, diminuzione del personale delle ferrovie, con pesanti ripercussioni sull’economia dell’intero comune che negli anni seguenti deve subire anche la crisi delle Weissenfels di Fusine che ora occupa un centinaio di dipendenti, mentre 20 anni fa erano 400.

«Nonostante il difficile momento della nostra realtà continui, il 2011 presenta il dato migliore rispetto all’ultimo triennio – tira un sospiro di sollievo il sindaco Renato Carlantoni – e in questi primi giorni dell’anno sono state presentate una dozzina di richieste di residenza e ciò non può che farmi piacere, ma l’emergenza per noi continua. Certo non perdiamo residenti ai ritmi del periodo 1995-2000, quando i nostri abitanti scesero di 556 unità. Non è stato fatto nulla negli anni critici e la grave situazione che perdura da troppo tempo giustifica la nostra richiesta, che sta seguendo anche la Regione, d’istituire una area di zona franca o semplicemente defiscalizzata».

Ciò – spiega il sindaco – «attirerebbe investitori sia del settore produttivo che in quello turistico (nuovi alberghi) e quindi si creerebbe anche nuova occupazione. Riguardo i vantaggi che una zona franca porterebbe a nostri operatori – aggiunge il sindaco Carlantoni – sarebbero solamente un contributo per aiutarli a sostenere la concorrenza con le realtà delle regioni contermini, specie della Carinzia, dove il costo della vita e più sopportabile, come evidenziano anche, la scelta di 2/3 famiglie tarvisiane che scelgono ogni anni di andare a vivere in Austria».

Giancarlo Martina

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