Emergenze al 118, la proposta salvavita di un cardiopatico

Udine, è un orologio che lancia un Sos e fornisce le coordinate. A proporlo è un paziente che ha scritto all’assessore Telesca

UDINE. Non tutte le telefonate hanno lo stesso peso. Alcune valgono una vita. E se poi arrivano al 118 mute, senza che nemmeno si possa leggere il numero di chi chiama, allora il destino di quella vita appesa a un filo è ancora più incerto. È il caso delle persone che hanno seri problemi cardiocircolatori, almeno mezzo migliaio quelli seguiti dal Gervasutta per la riabilitazione.

Ed è proprio uno di loro che ha ingaggiato una “battaglia” per garantire un servizio efficiente soprattutto per i casi più urgenti. Si chiama Franco Cendella, 67 anni, di Mereto di Tomba, cardiopatico. Per farlo ha interpellato tutti i rivenditori di dispositivi salvavita, finchè ha trovato la soluzione: un orologio progettato per essere azionato in situazioni di emergenza e per contattare il pronto soccorso fornendo le coordinate del paziente che sta male e favorendo un rapido soccorso.

Dopo aver interpellato medici e dirigenti del Santa Maria della Misericordia, da tempo in attesa che la Regione concluda d’appalto per l’ammodernamento delle tecnologie, si è rivolto direttamente all’assessore regionale alla salute Maria Sandra Telesca, illustrandole il progetto e offrendosi pure di fornire l’attrezzatura necessaria a Santa Maria della Misericordia di Udine.

«Sono cardiopatico, ex infarto nel 1996, portatore di defibrillatore dal 2006 impiantatomi in seguito a tre svenimenti a causa di una fibrillazione atriale e l’ultima ventricolare – questo il suo esordio nella missiva -. Essendo vedovo vivo da solo, con due figlie distanti 15-25 km, ho cercato di cautelarmi e di cercare di dare meno preoccupazioni ai miei cari».

E così sono scattati gli acquisti dell’antifurto in casa con pulsante dedicato al 118, un sistema di allarme installato sull’auto. Ma la paura di sentirsi male di cadere e perdere i sensi senza poter chiedere aiuto quando si è fuori, per strada, in giro, a fare shopping o in vacanza è tanta. «Ogni volta ho avuto 3 o 4 secondi prima di svenire – racconta Cenedella – l’ultima volta ho avuto il tempo di dire “non così ti prego” poi ho sentito il colpo del defibrillatore che forse mi ha salvato la vita».

Ed è da queste esperienze che è partita la sua riflessione. «Mi riferisco alla mancata possibilità da parte del 118 di vedere il numero del chiamante che magari sta male e non può parlare e avrebbe bisogno di un intervento veloce da parte dei nostri angeli». Gli angeli in questione sono gli operatori del 118, che devono intervenire presto e bene. Compito arduo quando chi chiama non può dare informazioni su dove si trova e non si conosce nemmeno il suo numero perché sui telefoni del 118 non compare.

Dopo aver interpellato una ventina di ditte, Cenedella ha trovato un orologio con alcuni tasti che azionano un sos a una stazione ricevente fornendo le coordinate geografiche di chi chiama. Basta un tablet da 200 euro per ricevere l’allerta. Da qui la proposta: «Ne compro uno in più potrei farlo appoggiare a una scrivania del 118 per fare qualche esperimento» provoca Cenedella. Dalla Regione, però, nessuna risposta.

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