Electrolux, il rilancio passa da Porcia

Negli stabilimenti italiani produzione in ripresa e investimenti in aumento. L’azienda punta al traguardo del 2020
FOTO MISSSINATO - VEDUTA ELECTROLUX
FOTO MISSSINATO - VEDUTA ELECTROLUX

PORDENONE. Nei fatti gli stabilimenti italiani di Electrolux sono fuori dalle “forche caudine” del rischio sostenibilità. Lo è Porcia, la fabbrica che nel 2013 non aveva un futuro; lo è Susegana, a rischio ridimensionamento; lo è Forlì, che ha un trend più che positivo.

Arranca invece Solaro, ma l’appeal degli ultimi modelli di lavastoviglie sta crescendo. L’accordo faticosamente raggiunto nella primavera del 2014 che ha impegnato Governo, Regioni, sindacati e azienda, ha prodotto risultati per molti versi migliori delle previsioni, come è emerso al tavolo convocato al ministero dello Sviluppo economico, presenti la viceministro Bellanova, il direttore del Mise Castano, i vertici di Electrolux Italia Ernesto Ferrario e Marco Mondini, i segretari nazionali e provinciali di Fim Fiom e Uilm.

Obiettivo 2020

La validità di quell’accordo arriva a dicembre di quest’anno, con verifica nella primavera del 2018, con in più l’ambizione di traguardare, grazie ad un utilizzo accorto degli ammortizzatori sociali, il 2019 e il 2020. In questi anni Electrolux ha investito negli stabilimenti italiani il 40% in più di quel che aveva previsto, nel 2016 ben 37 milioni, e per Porcia quest’anno ci sono 12 milioni contro i 7 indicati a piano, da ripartire su prodotto e processo.

I volumi si attestano per il 2017 su valori superiori a quelli dell’accordo, con Porcia a 950 mila lavatrici a fronte delle 750 mila originariamente previste; Susegana è su 830 mila frigoriferi, 850 mila erano quelli stimati; Forlì “vola” a 1,5 milioni di pezzi, molti di più di quelli attesi; Solaro - come detto - si posiziona al di sotto delle previsioni con 570 mila lavastoviglie entro dicembre, ne erano previste 830 mila.

Capitolo esuberi

Non si è parlato ieri del capitolo esuberi, sul quale Electrolux si è riservata di fare il punto a settembre. I numeri sulla carta restano quelli dichiarati a maggio 2014, ma è un altro fatto che nel momento in cui gli stabilimenti viaggiano a regime, ovvero su turni a 8 ore, di eccedenze a Porcia e Susegana non ce ne sono. I movimenti avvenuti in questi anni parlano di 66 uscite da Porcia rispetto alle 419 eccedenze iniziali e 37 trasferimenti dalle linee di produzione al magazzino ricambi (che saliranno a 50 a breve).

In questi giorni è emersa anche un’altra possibilità legata alla nascita a Pordenone di un’azienda specializzata nella produzione di televisori, Twenty Seleco, di cui si era ipotizzato l’insediamento a Porcia nelle aree non più occupate dalle linee di lavatrici (nell’ambito di quel progetto di reindustrializzazione che avrebbe dovuto essere utile per il reimpiego di esuberi Electrolux) apre alla possibilità di trasferire una cinquantina di addetti.

Il tema esuberi è finito in secondo piano, ma Electrolux in questi anni ha anche assunto. Specificatamente per il settore ricerca e sviluppo sono previste entro l’anno una quarantina di nuovi ingressi, e ne sono stati fatti 72 lo scorso anno.

Merito di questa divisione i nuovi modelli di elettrodomestici che tanto interesse hanno riscosso sul mercato, e i prossimi, tra cui una lavatrice e una lavasciuga made in Porcia che si comanderanno a distanza con una App. Tra le novità di ieri anche la possibilità che la decontribuzione possa sostenere i contratti di solidarietà, il cui utilizzo viene confermato, per un ulteriore biennio.

I sindacati

«Il contesto di oggi è sicuramente diverso da quello del 2014 - è il commento di Roberto Zaami, segretario provinciale Uilm -. Ora dovremo definire un utilizzo parsimonioso degli ammortizzatori sociali per salvaguardare l’occupazione da qui al 2020».

«La situazione degli stabilimenti, con l’eccezione di Solaro, è positiva - aggiunge Maurizio Marcon, Fiom Cgil - e di questo non possiamo che essere soddisfatti, anche perché - puntualizza - Electrolux continua ad investire». «Il piano industriale ha dato buoni risultati - considera Gianni Piccinin, Fim Cisl -, i numeri oggi sono importanti anche in termini di investimenti su ricerca, sviluppo e nuovi prodotti. Se pensiamo a quel che l’azienda ha fatto in questi anni, a me appare evidente ce ha una visione diversa rispetto al 2013».

E poi c’è l’operazione Twenty Seleco, nella quale sono coinvolte oltre all’azienda intenzionata a investire a Pordenone, creando una cinquantina di posti di lavoro, anche la Regione e il territorio. «Sono fiducioso», conclude Piccinin.

...e la Regione

Commento positivo anche dal vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, per il quale «gli indicatori emersi al tavolo ci dicono che le azioni di sostegno e di accompagnamento messe in opera a livello istituzionale hanno colpito nel segno. I buoni frutti si vedono già ora e contiamo che, grazie soprattutto al supporto strategico all’asset ricerca e sviluppo, la spinta al rilancio di Electrolux produca risultati favorevoli sul medio termine, grazie all'impegno di tutti».

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