Edi Snaidero: «È stato un grande allenatore, un grande dirigente»

Il ricordo: il coach era una persona fantastica, resterà nel cuore della mia famiglia e del basket udinese per sempre

UDINE. «È stato un grande allenatore, un grande dirigente. Il coach era una persona fantastica, resterà nel cuore della mia famiglia e del basket udinese per sempre».

Edi Snaidero, l’erede della famiglia del basket udinese per eccellenza, non poteva non ricordare l’artefice principale dei successi della prima Snaidero di suo padre Rino. «E anche nella seconda avventura - ricorda - seppe darmi preziosissimi consigli».

Perché Kristancic, dopo la promozione e i primi anni di A, nel 1969 dovette tornare in Yugoslavia, la turbolenta situazione politica nel suo paese, dov’era personalità di spicco, ne richiedeva la presenza.

Tornò nel 1973: altro capolavoro, stavolta al Carnera. «Mc Gregor - ricordano Nino Cescutti e Lino Paschini - consigliò l’americano Nelson, un fenomeno dell’Nba. Ma in Friuli arrivò il fratello (scarso).

Se ne accorse Dario Snaidero da New York». Poche partite e fu tagliato. Udine giocò tutto il campionato senza straniero e miracolosamente si salvò. Come? Grazie a Kristo che s’inventò in pivot Bovone. Fu la rivelazione di quel campionato. (a.s.)

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