Ecosinergie tappa gli odori ma non ferma la denuncia

SAN VITO. Ha rassicurato le famiglie di via Comunali di Mezzo, annunciando i numerosi provvedimenti che saranno adottati per contenere gli odori, Isaia Gasparotto, dal consiglio di amministrazione di Ecosinergie: è lo stabilimento di quest’ultima che un residente della strada ai margini della zona industriale Ponterosso, Costantino Rovere, ha indicato alla polizia locale, con una denuncia, quale presunta fonte delle esalazioni avvertite per tutta l’estate.
Il caso è emerso nei giorni scorsi: le famiglie che risiedono in via Comunali di Mezzo avvertono odori nauseabondi da mesi. In particolare quella di Rovere, la cui abitazione è limitrofa allo stabilimento di Ecosinergie, società consortile le cui quote sono ora possedute al cento per cento da Ambiente servizi. La sede nella Zipr, inaugurata lo scorso febbraio, si occupa del trattamento della parte secca dei rifiuti, ossia della selezione per il riciclo o riuso o la trasformazione in Cdr (combustibile da rifiuto) dei materiali, altrimenti destinati alla discarica. Rovere non ha dubbi. «Lunedì ho denunciato Ecosinergie alla polizia locale – ha riferito –. Per tutta l’estate ho fatto chiamate, ma la situazione non si è risolta: ero esasperato. Anche ieri si sentiva la puzza: sto annotando quando si avverte il fenomeno».
Rovere ha aggiunto che avrebbe incontrato comunque Gasparotto, per sentire le ragioni della società. Quest’ultimo, presidente di Ambiente servizi e componente del consiglio di amministrazione di Ecosinergie, lunedì ha incontrato gli altri residenti di via Comunali di Mezzo e l’assessore all’Ambiente, Andrea Bruscia. «L’azienda – premette Gasparotto – ha tutte le autorizzazioni per operare ed è stata oggetto di visite di commissioni (comunale, provinciale e dalla base di Aviano) e persone da tutto il Nord Italia. Se qualcuno sente odori non lo vogliamo negare: oltre all’università di Udine, che ci segue da sempre su questo aspetto, ci siamo affidati a una ditta per risolvere l’eventuale problema. Abbiamo già cominciato installando, lunedì, un cannone che deodora i rifiuti e ne arriveranno altri. Amplieremo il capannone e chiuderemo la parte dove si trovano i rifiuti, raddoppiando l’impianto di aspirazione e lavaggio dell’aria. Se dunque c’è un problema tenteremo al momento di attenuarlo e poi, per gradi (non è questione che si risolve dall’oggi al domani), di eliminarlo».
Andrea Sartori
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