Ecopiazzole fantasma via i fondi ai “ritardatari”

«Ai Comuni “ritardatari” verranno tolti i fondi. Lo abbiamo già fatto in passato e, se necessario, lo rifaremo». Parola dell’assessore all’Ambiente, Enio Decorte che annuncia una “stretta” nella gestione dei contributi per realizzare ecopiazzole o altri investimenti finalizzati a migliorare la raccolta differenziata. Nelle casse di Palazzo Belgrado ci sono infatti ancora quasi 4 milioni di euro già assegnati, ma non utilizzati. Che in alcuni casi aspettano da 15 anni. Il problema è stato sollevato dalla consigliera dell’Italia dei valori, Paola Schiratti. «La cifra a cui la Schiratti si riferisce in realtà corrisponde al residuo nei nostri bilanci, ovvero 3 milioni e 800 mila euro - chiarisce l’assessore -. Il vero dato a cui fare riferimento sono gli oltre 18 milioni 300 mila euro di contributi concessi dalla Provincia, nell’ultimo decennio, ai Comuni grazie alle leggi regionali 30 del 1987 e 5 del 1997: di questa somma complessiva i Comuni hanno utilizzato e rendicontato ben 14 milioni 138 mila euro, ovvero più dell’80 per cento del finanziamento erogato, a conferma che la maggior parte degli enti comunali ha operato bene, seguendo il corretto iter di programmazione nel settore delle opere pubbliche». Di questi contributi hanno beneficiato ben 121 comuni su 136 in provincia di Udine finalizzandoli in particolare alla realizzazione ed adeguamento delle ex ecopiazzole, ora centri di raccolta comunale, dopo gli interventi normativi del 2008 e 2009.
Relativamente al 20 per cento di contributi residui (pari appunto ai 3 milioni 800 mila euro), questi, fa sapere Decorte, verranno erogati ai Comuni al momento della realizzazione e rendicontazione delle opere. Come dire insomma che i ritardi non sono imputabili alla Provincia che dal canto suo ha avviato un monitoraggio costante. «I fondi assegnati ma non ancora liquidati sono sempre sotto controllo – assicura Decorte – ad ogni amministrazione comunale viene richiesto lo stato di avanzamento dei progetti e dei lavori, non a caso già dal 2009 ho promosso un progetto obiettivo nell’area ambiente finalizzato proprio all’analisi rigorosa dei finanziamenti per controllarne iter e fruizione. Da questa indagine si evince che negli ultimi quattro anni i residui sono diminuiti in maniera significativa e alcuni finanziamenti sono stati anche oggetto di revoca in quanto mancavano da parte dei comuni valide motivazioni per giustificare le proroghe».
L’obiettivo di Decorte è quello di arrivare a liquidare tutti i quasi 4 milioni ancora fermi entro un anno in modo tale da favorire anche la ripresa economica. Perché ogni cantiere si traduce ovviamente in un’opportunità di lavoro. Senza contare i benefici sul territorio in termini di miglioramento della raccolta differenziata che significa poi meno tasse ai cittadini per lo smaltimento. «Negli ultimi anni i fondi che si ricavano dallo smaltimento in discarica sono in netta diminuzione visto che la maggior parte dei rifiuti viene smaltita fuori regione - spiega Decorte - quindi diventa ancora più importante utilizzare al meglio le risorse disponibili. Per questo motivo cerchiamo di garantire un sostegno immediato prima ai comuni che hanno dimostrato di poterlo utilizzare in tempi rapidi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








