E il centrodestra attacca: «Giacomello si dimetta»

I capigruppo d’opposizione: convocazione urgente del consiglio comunale. «Il Pd venga a spiegarci a che gioco sta giocando». Non si esclude un esposto

UDINE. Quello di Carlo Giacomello è un fatto grave e il centrodestra – e, forse, non soltanto il partito d’opposizione – vuole la testa del vicesindaco. Il messaggio che il numero due di palazzo D’Aroinco ha inviato al presidente dell’Udinese calcio e direttore commerciale della Vidoni spa ha scatenato una vera e propria bufera, soprattutto fra i rappresentanti dell’opposizione.

Ieri pomeriggio, Adriano Ioan ha chiamato a rapporto i capigruppo per fare il punto. Morale: lunedì chiederanno la convocazione urgente del consiglio. «Bisogna fare luci su tuta questa vicenda – spiega Ioan –. Capire l’autenticità di quell’sms; a nome di chi parla Giacomello; ed eventualmente entrare nel merito di tutta questa vicenda e dei rapporti professionali. Certo – continua il leader del centrodestra cittadino – se tutto dovesse essere confermato, il vicesindaco dovrebbe farsi da parte; dovrebbe dimettersi; il Pd sfiduciarlo». «Da parte nostra chiederemo la revoca delle deleghe».

L’opposizione ha pronta, poi, un’altra carta: l’articolo 39 (Obbligo di astensione) dello statuto comunale, comma 2 che così recita: «I componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato». Carlo Giacomello, oltre che vicesindaco, ha la delega alla Pianificazione territoriale e all’Urbanistica. Non ha, invece, i lavori pubblici, che il sindaco Furio Honsell ha tenuto per se quando Agostino Maio si è “trasferito” in Regione.

«Gli unici che possono fare chiarezza su tutta questa vicenda sono il vicesindaco e la sua maggioranza – conclude Ioan –. Devono dirci a che gioco stanno giocando. Un atto di chiarezza dovuto a noi ma soprattutto alla città. Ci riserviamo anche di presentare un esposto alla magistratura».

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