Droga nell’auto, arrestato il re delle pizze

Massimo Lepagier, 42 anni, di Gonars, titolare di una catena di ristoranti nella Bassa friulana, è stato trovato con un chilo di marijuana e cocaina

CERVIGNANO. Teneva lo stupefacente nascosto in una valigetta nel bagagliaio dell’auto. Massimo Lepagier, 42enne di Gonars, non aveva, però, fatto bene i conti con la Guardia di finanza che da mesi era sulle sue tracce ed era riuscita a ricostruire i suoi viaggi dal Sud Italia, dove presumibilmente si riforniva della droga.

Così, dopo un blitz da parte dei militari del nucleo di polizia tributaria, comandanti dal tenente colonnello Davide Cardia, sono scattate le manette. Lepagier è una figura nota nella Bassa Friulana, considerato da molti come il “re della pizza”.

In pochi anni, nonostante la giovane età, era riuscito ad aprire una catena di ristoranti specializzati nella pizza al taglio, la “Dal Lep Qualiy Pizza”, con sedi a Cervignano, a Bagnaria Arsa, Feletto Umberto e perfino in Austria a Wolfsberg.

Ora le Fiamme gialle stanno cercando di ricostruire gli affari dell’imprenditore per comprendere se i proventi della droga fossero serviti anche in passato all’apertura dei diversi punti vendita oppure se l’acquisto dello stupefacente fosse una conseguenza dei soldi in nero maturati nelle pizzerie. Giorni fa si è tenuta l’udienza di convalida. Il Gip Lazzari ha concesso i domiciliari all’uomo, accusato di spaccio, nella casa della madre.

Il blitz della Guardia di finanza

I controlli da parte delle Fiamme gialle sono scattati alle 5 del mattino al casello autostradale di Palmanova. A quell’ora, l’uomo, che stava rientrando da un periodo di vacanza trascorso in Sicilia, è stato visto passare a bordo di una Volkswagen Golf vecchio modello con targa austriaca. I militari hanno effettuato un posto di blocco e fatto scendere l’imprenditore che ha subito mostrato segni di nervosismo chiedendo di poter proseguire il proprio viaggio in quanto aveva un importante appuntamento in Austria.

Gli uomini del Nucleo di polizia tributaria, però, non hanno creduto alle parole dell’uomo e lo hanno fatto scendere dalla macchina procedendo alla perquisizione. Il controllo ha fatto emergere nel bagagliaio dell’abitacolo, ben nascosta in una valigetta, la droga, ovvero un chilo e duecento grammi di marijuana e 12 grammi di cocaina.

Lo stupefacente era contenuto in sei involucri sottovuoto, come quelli usati per i prodotti alimentari, spesso adoperati dai trafficanti nella speranza per impedire ai cani antidroga di scoprire lo stupefacente.

Oltre alla droga sono stati rinvenuti 2.600 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio. L’uomo, incensurato, è stato tratto in arresto ed associato alla casa circondariale di Udine. La sua posizione, ora al vaglio della Magistratura, verrà analizzata dai militari del Nucleo di polizia tributaria anche in ordine alle disponibilità finanziarie alla base dell’avvio di ben quattro attività di ristorazione tra Italia e Austria.

I domiciliari e la difesa

Davanti al giudice per le indagini preliminari, Emanuele Lazzaro, il ristoratore si è difeso dicendo che la marijuana fosse in verità per sè e come regalo ad alcuni amici, e che la cocaina, vista la modica quantità, fosse ad uso e consumo personale. Gli sono quindi stati concessi i domiciliari.

«L’ipotesi che i proventi della droga fossero serviti anche in passato all’apertura dei diversi punti vendita è una forzatura della Guardia di finanza – spiega l’avvocato difensore Massimo Cescutti – Il mio assistito non aveva di certo bisogno di questo ricavato per aprire i tre locali che sono costati in totale tremila euro».

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