Doppio incarico a Moretton, partito diviso

Degano e Brussa: «Si candidi e lasci la giunta, il veto di Illy resta valido»
UDINE. La Margherita si divide sul caso Moretton nel giorno della direzione regionale che dovrebbe mettere la parola fine al tormentone dell'autunno e decidere se il vicepresidente farà il segretario del partito, lasciando la giunta come chiesto da Illy, o rinuncerà per restare nell'esecutivo. Il capogruppo Degano chiede a Moretton di andare fino in fondo, garantendo l'appoggio del partito, ma spiegando però che non ci saranno trattative con Illy per evitare le dimissioni. Il vicepresidente della Regione Moretton, come confermato dall'intervista al Messaggero Veneto, oltre a non fare dietrofront parla di un veto di Illy superato e di un incontro tra i vertici della Margherita e il governatore per sciogliere questo nodo. Parole che dividono i diellini tra chi, arrivato a questo punto a due settimane dal congresso regionale e dopo un lungo braccio di ferro fatto di dichiarazioni e contro-dichiarazioni, vorrebbe Moretton candidato e chi invece lo preferisce accomodato tra le poltrone dell'esecutivo. «Non mi pare che il veto sia superato - chiarisce il capogruppo Cristiano Degano - e non ritengo utile andare da Illy, che fino alla noia a ribadito il suo no, per farsi confermare un altro no formale e politicamente pesante. Non ha senso, anche perché il presidente non cambierà idea».


Meglio allora secondo Degano che Moretton scelga. E, meglio ancora, che opti per la guida regionale del partito. «La candidatura di Moretton metterebbe d'accordo l'intera Margherita, quasi all'unanimità - prosegue Degano - e dopo il percorso fatto dal vicepresidente penso che sarebbe giusto se confermasse la propria intenzione a candidare. Ritengo sarebbe un gesto apprezzato». Il capogruppo è altrettanto chiaro quando assicura di non voler scontri con Illy.

Non a un anno dalle elezioni. «Non vogliamo nessuna contrapposizione con il presidente - conclude Degano - e non vogliamo arrivare a una revoca del vicepresidente della giunta, revoca che creerebbe uno scontro». Il deputato Ivano Strizzolo è invece convinto che alla fine Moretton opterà per restare in giunta. E attacca Illy. «Il vicepresidente potrebbe con tranquillità svolgere il doppio incarico, non c'è nulla che lo vieti - spiega Strizzolo -, ma se deve scegliere ritengo sia opportuno resti nell'esecutivo. Mi pare però che questo veto sia una scusa di Illy per non ricandidarsi. Nonostante tutta la coalizione glielo abbia chiesto, Illy tergiversa e questo non fa bene al centrosinistra. Il no a Moretton aprirebbe una frattura con la Margherita dandogli il pretesto per sfilarsi. Se Moretton deciderà di candidarsi lo sosterremo indipendentemente da ciò che dice Illy».


E di un tormentone durato troppo parla anche Franco Brussa. Che non ci pensa proprio a mettere in discussione il veto di Illy. «Nella riunione di oggi chiederemo con chairezza a Moretton se abbia intenzione di confermare la candidatura - afferma Brussa - e in quel caso gli diremo che dovrà dare le dimissioni dalla giunta. Questo tormentone non mi appassiona e l'intervista del vicepresidente non aggiunge nulla di nuovo: non mi risultano né che la nuova legge elettorale abbia modificato l'impossibilità a doppi incarichi - conclude Brussa - né che sia previsto un incontro con Illy per fargli cambiare idea». Parla poco invece il leader regionale diellino Flavio Petroldi, pronto a passare il testimone. «Sarà il partito a decidere a chi affidarsi e Moretton, che per questo motivo fa bene a non sciogliere le riserve, è una delle figure più autorevoli del partito. Non apriremo uno scontro con Illy - conclude Pertoldi - e non ci faremo condizionare nelle scelte da uno scenario che non preveda doppi incarichi. Moretton è utile in entrambi i ruoli e quello che penso lo dirò oggi».

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