Dopo cinquant’anni chiudono i Vivai Flora

Cisl: «Cessa un’attività storica, cancellati 6 posti di lavoro». Annunciate iniziative legali per recuperare Tfr e arretrati
Udine 12 settembre 2014 Via Biella 84, nuova gestione al vivaio EFFE DI FIORE. Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone
Udine 12 settembre 2014 Via Biella 84, nuova gestione al vivaio EFFE DI FIORE. Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone

UDINE. Addio con battaglia legale per i Vivai Flora di Giovanni Feruglio. Sei i dipendenti rimasti senza lavoro che annunciano «un’azione per recuperare le mensilità in arretrato», spiegano gli stessi lavoratori. Ma il marchio “Flora” non scompare, perché continuano tutte le altre attività della famiglia, con la vivaistica e la vendita al dettaglio.

«Dopo 50 anni di attività chiude la Vivai Flora di Giovanni Feruglio, in via Biella a Udine – annuncia Claudia Sacilotto, segretario regionale della Fai Cisl –. Il primo settembre i lavoratori della Vivai Flora di Giovanni Feruglio hanno ricevuto la spiacevole notizia della cessazione della attività della storica azienda di Udine che fino a qualche mese fa occupava nove persone, ma tre se ne sono andate prima della chiusura, rassegnando le dimissioni per giusta causa. Restano quindi sei lavoratori che vanno ad aggiungersi alla già lunghissima lista di disoccupati nella nostra regione».

La crisi si sentiva da qualche tempo. «I lavoratori da più di un anno erano stati collocati in cassa integrazione in deroga, ma non avevano perso la speranza in una possibile ripresa – ricorda Sacilotto –. L’azienda era gestita da Giovanni Feruglio che a sua volta l’aveva rilevata dal padre Rino circa 30 anni fa, continuando quella attività florovivaistica specializzata nata nel 1958 che aveva portato l’azienda ad aprire numerosi punti vendita operando oltre il territorio regionale».

Un’attività rivolta non soltanto a clienti privati, ma anche ad amministrazioni pubbliche, che si era fatta largo sul mercato grazie all’elevata professionalità dei suoi dipendenti e ai prodotti scelti e coltivati in azienda. «Le motivazioni della cessazione dell’attività sono molteplici – aggiunge Sacilotto –, certo che i dipendenti si sono sentiti traditi dal comportamento della proprietà che da un rapporto quasi familiare e di condivisione delle problematiche è passata negli anni a un atteggiamento giudicato di “poca chiarezza”. Le maestranze denunciano infatti che oltre alla perdita del posto di lavoro si trovano costrette a indire un’azione legale contro la proprietà per recuperare il trattamento di fine rapporto maturato e le diverse mensilità in arretrato».

Da qualche tempo gli affari non viaggiavano più ai ritmi giusti. «Per tre anni la crisi si è fatta sentire – ricorda Sacilotto –. Ma la proprietà e i lavoratori assieme speravano in una ripresa. Ora però la cassa in deroga cui avevano aderito è terminata e non hanno diritto alla mobilità. Lo staff al completo delle maestranze comprendeva nove persone, dotate di un’elevata professionalità nel campo della manutenzione del verde: curavano giardini e creavano architetture naturali con un elevato livello professionale. Il clima era di un’azienda storica a conduzione familiare, partita da una manciata di dipendenti più un titolare, e poi via via cresciuta nel tempo con grossi sviluppi».

L’azienda agricola in questione non ha nessun legame con la “Vivai Flora di Feruglio Luca e Giulia” una serie di punti vendita operante sempre nel settore vivaistico che gode invece di ottima salute.

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