Don Moro lascia Cordenons Il vescovo lo nomina parroco a Maniago

La comunicazione fatta ieri sera al consiglio pastorale A sostituirlo sarà don Angelo Grillo, a cui succede don Lessio



Cambia la guida della parrocchia di Santa Maria Maggiore, dopo nove anni il parroco don Alessandro Moro si prepara a salutare la comunità di Cordenons.

«Sono dispiaciuto per i tanti amici e volontari con i quali abbiamo costruito molto in questi anni, ma ho dato la disponibilità al vescovo e andrò dove c’è bisogno», commenta il sacerdote.

A settembre don Moro, 55 anni, assumerà l’incarico di parroco della parrocchia di San Mauro a Maniago, prendendo il posto di don Paolo Zovatto che ha raggiunto i limiti di età. Il vicario foraneo don Roberto Laurita ha ufficializzato l’avvicendamento deciso dal vescovo monsignor Giuseppe Pellegrini ieri sera, comunicandolo al consiglio pastorale della parrocchia. Don Moro lascia la guida anche di altre delle parrocchie di Santa Giovanna d’Arco, nella frazione di Villa d’Arco, e di Sant’Antonio abate al Pasch, che con quella del centro contano una popolazione totale di 11 mila fedeli.

A sostituire don Moro sarà don Angelo Grillo, attuale parroco del Sacro cuore a Pordenone. A don Grillo succederà invece don Maurizio Lessio.

Rimarranno a seguire le tre comunità di fedeli, a supporto del nuovo parroco, monsignor Pietro Cesco, don Ciprian Sava e don Andrea Ormenese. «Non vado a Maniago per fare carriera – precisa il sacerdote –, ma per lavorare in una realtà numericamente uguale a quella che ho seguito a Cordenons, facendo da riferimento per il territorio e collaborando con gli altri parroci delle parrocchie vicine».

La notizia arriva a pochi giorni dell’inaugurazione della grande opera che il predecessore, monsignor Giancarlo Stival, a novembre del 2010 aveva lasciato in eredità a don Moro appena abbozzata: la nuova scuola materna Santa Maria Bambina di via Cortina. In essa don Moro ha investito tutti i suoi nove anni di permanenza a Cordenons, riprendendo in mano l’intero iter e portandolo a compimento.

«In questi anni – riconosce il sacerdote – ho fatto una grande esperienza di sostegno da parte dei parrocchiani, dei volontari e dei miei capellani e ho visto muoversi molte energie. Tra i ricordi più belli che porterò con me c’è la fatica enorme fatta per portare a compimento la nuova scuola materna che mi ha fatto vivere al contempo una altrettanto grande esperienza della Provvidenza; non dimenticherò nemmeno la bella amicizia con il personale della scuola e l’esperienza pastorale della settimana mariana del 2017 con la visita della statua della Madonna Pellegrina di Fatima». Durante la permanenza in Santa Maria Maggiore altro ancora è però successo. Don Moro ha portato in parrocchia l’attività della Caritas diocesana strutturandola e potenziandola grazie al volontariato; ha riproposto la storica sagra della Madonna del Rosario che non si faceva più da almeno un decennio.

«Altro motivo di soddisfazione – conclude – è l’essere riusciti ad ampliare come durata e orari il servizio del Grest, che oggi ha 200 iscritti; ma anche l’istituzione del Centro estate per i bambini della materna (nell’area dell’asilo) con 108 iscritti e le attività che si svolgono in oratorio durante tutto l’anno, come il Carnevale, sono la dimostrazione di una comunità che ha risposto e collaborato al meglio per la crescita della parrocchia». –

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