Documenti sbagliati non può essere espulso Li rifà e viene arrestato

Per lungo tempo le autorità italiane hanno tentato inutilmente di attuare il decreto di espulsione che pendeva sulla sua testa. Ostacolati da un banale errore di trascrizione nei documenti di identità dell’uomo, un trentenne albanese, che per questo motivo si è salvato in più di una occasione dall’arresto.

Scattato finalmente nei giorni scorsi quando, dopo aver rinnovato il passaporto e aver sanato l’errore nella traslitterazione del suo nome, gli agenti della Squadra volanti della questura di Udine lo hanno pizzicato a zonzo per il capoluogo friulano.

Il protagonista della vicenda è Ergys Sheqeri, classe 1989, per il quale è scattato nella giornata di venerdì l’arresto per violazione dell’articolo 13 comma 13 del testo unico dell’immigrazione, che prevede che lo straniero destinatario di un provvedimento di espulsione non possa rientrare nel territorio dello Stato senza una speciale autorizzazione del ministro dell’Interno. In caso di trasgressione lo straniero è punito con la reclusione da uno a quattro anni ed è nuovamente espulso con accompagnamento immediato alla frontiera.

Sheqeri doveva stare alla larga dal nostro Paese per almeno cinque anni, ma è stato pizzicato più volte negli ultimi mesi in Italia, anche in Friuli Venezia Giulia. Ieri il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto del trentenne albanese, che è ora a disposizione dell’Ufficio immigrazione della questura per il completamento delle procedure di espulsione. —

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