Diritti, arte e scoperte, le tante cose belle di Udine

Il commento di Paolo Mosanghini: "Mai avremmo immaginato di sentir dire che è la città della morte perché qui Eluana Englaro ha esalato l’ultimo respiro"
L'Arco Bollani e, a destra, un capolavoro del Tiepolo
L'Arco Bollani e, a destra, un capolavoro del Tiepolo

UDINE. Eluana è morta. Eluana è morta a Udine. Quindi Udine è la città della morte. Un sillogismo che non si può accettare passivamente.

In politica e, soprattutto, in campagna elettorale se ne sentono davvero di tutti i colori. Dalle promesse alle tesi più diverse. Mai avremmo immaginato di sentir dire che Udine è la città della morte perché qui Eluana Englaro ha esalato l’ultimo respiro.

Ovviamente ognuno è libero di pensarla come crede, tuttavia associare la nostra città a un fatto che, certo, ha scosso le coscienze ma è stato pure una pietra nel lungo cammino - con dibattiti, discussioni e scontri - verso i diritti civili è distante da quello che Udine rappresenta realmente.

Sostenere che qui il mercato immobiliare è fermo perché Eluana è stata accompagnata nel suo ultimo viaggio proprio a Udine è a dir poco azzardato.

Una provocazione.

Perché questo è accaduto l’altra sera al confronto tra i candidati sindaco per la città di Udine organizzato dalla Fiaip (la sigla che riunisce gli immobiliaristi).

Secondo il candidato del centrodestra, Pietro Fontanini, se qui le cose non vanno bene lo si deve al caso di Eluana, a chi ha voluto accompagnarla qui a spegnersi. Una vicenda che portò i riflettori sulla capitale del Friuli.

Una provocazione, ripetiamo, che ha fatto fare un sobbalzo persino ai supporters di Fontanini che hanno parlato di “brutto scivolone”. Più o meno la frase pronunciata dall’ancora presidente della Provincia è stata: «Udine è passata come la città dove si viene a morire, con il caso Eluana Englaro, e non penso sia un bel messaggio per chi vuole una città popolata da nuove famiglie e gente che abbia fiducia nel futuro».

Sforziamoci e cerchiamo, almeno un po’, di pensare a cos’altro è Udine, perché tra i confini ma soprattutto fuori è conosciuta anche per altri motivi, fortunatamente.

Udine è la città dell’università e del suo ospedale grazie al quale - sempre Udine - è al quarto posto in Italia per i trapianti di cuore ma anche di rene. A Udine ricordiamo fu fatto il secondo trapianto di cuore in Italia, dopo Padova.

Udine è stata la città dei militari, c’era un grappolo di caserme e migliaia di soldati che per decenni hanno animato l’economia e la vita. E che – a migliaia – qui sono rimasti e hanno messo su famiglia.

Tra architetture veneziane, piazze e storiche osterie, poi Udine è un salotto a cielo aperto.

A Udine c’è un duomo imponente che risale al 1236, con un interno in stile barocco che vanta opere di artisti come Giambattista Tiepolo.

Udine, dicevano, è la città del Tiepolo, la città dove nella chiesa della Purità Giambattista eseguì “l’Immacolata” per la pala dell’altare maggiore e al centro del soffitto “l’Assunta”.

Udine è piazza della Libertà, definita la più bella piazza in stile veneziano presente su terraferma, con la Loggia del Lionello in stile gotico-veneziano con il suo marmo bianco e rosa, con la Torre dell’Orologio e la Loggia e il Tempietto di San Giovanni.

Udine è il Castello di Udine, che si raggiunge attraverso l’Arco Bollani decorato con il leone progettato da Andrea Palladio.

Udine è la città di Arturo Malignani, che inventò il metodo per creare il vuoto nel bulbo della lampadina.

Udine è la città dell’accoglienza, contestata, criticata, ma così è avvenuto.

Udine è anche la città del tajut, se proprio vogliamo essere popolari, senza esagerare però per non passare per la città degli ubriaconi.

Possiamo andare ancora avanti per demolire un matrimonio - diciamocelo - di pessimo gusto tra la città e la morte.

Ci sono persone che vanno a morire in Svizzera, ma forse la Svizzera è conosciuta per ben altro, e nessuno ha mai affermato che è la nazione della morte dissuadendo chi, negli anni, ha portato lì i capitali.

Qual è la città del divorzio? Udine perché il padre della legge, Loris Fortuna, era di Udine? O Milano? O Roma perché è stata votata dal Parlamento?

Qual è la città dell’aborto? E quale quella delle unioni civili?

E, soprattutto, con quale stato d’animo Fontanini si candida a fare il sindaco della città della morte?

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