Incidente mortale a Dignano, autopsia per chiarire le cause dello schianto: il ricordo delle due vittime

Sulla Sr 464 la tragedia in cui hanno perso la vita Pierantonio Poletto e Zorka Plecas. Al vaglio l'ipotesi malore, una distrazione o il sole basso al momento dell'impatto

Elisa Michellut, Chiara Benotti
Il trattore coinvolto nell'incidente
Il trattore coinvolto nell'incidente

Sarà l’esame autoptico a fornire ulteriori elementi utili per fare luce sulla dinamica dell’incidente avvenuto lungo la strada regionale 464, a Dignano, costato la vita a Pierantonio Poletto, 77 anni, e a Zorka Plecas, 72 anni. Gli accertamenti medico legali, che saranno disposti sulla salma dell’uomo, potranno contribuire a chiarire se, prima del violento impatto con il trattore Same 70, il conducente della Fiat Brava sia stato colto da un malore oppure se all’origine del sinistro possa esserci stata una momentanea distrazione oppure un colpo di sonno.

Gli interrogativi

Sono ancora diversi, infatti, gli interrogativi sulla dinamica dello schianto, avvenuto attorno alle 15.30 di venerdì, in un tratto rettilineo della regionale, all’altezza del bar 4sei4 e del distributore di carburante. L’utilitaria stava procedendo in direzione di Dignano, mentre il mezzo agricolo arrivava dalla direzione opposta. L’impatto è stato particolarmente violento: la Fiat Brava ha riportato i danni maggiori nella parte anteriore, mentre il trattore è stato colpito lateralmente, in corrispondenza della ruota anteriore sinistra.

Tra le ipotesi al vaglio non viene esclusa neppure quella di un possibile abbagliamento provocato dal sole basso sull’orizzonte, una circostanza riferita anche da alcuni testimoni presenti nella zona. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione ancora tutta da verificare e che non costituisce al momento una spiegazione accertata dell’accaduto. Saranno dunque gli esiti degli accertamenti medico-legali, insieme ai rilievi eseguiti dai carabinieri e agli altri elementi raccolti sul posto, a contribuire alla ricostruzione di quanto successo nell’incidente mortale.

Il cordoglio dell’ex vescovo

Due comunità in lutto a Caneva e Montereale Valcellina per la morte di Pierantonio Poletto, e anche gli ex colleghi di lavoro a Venezia, hanno ricordato lo “chef de rang” nella famosa trattoria “Do Forni”. Nato a Caneva e residente da anni a Montereale Valcellina, era stato pendolare per lavoro a Venezia fino alla pensione. Il dolore e la speranza si sono uniti nel pensiero commosso e nelle preghiere di monsignor Ovidio Poletto, vescovo emerito della diocesi Concordia-Pordenone e cugino di Pierantonio. «Sono stato informato della disgrazia che ha colpito Pierantonio da sua sorella Angela», ha detto il presule emerito monsignor Ovidio. «Da tempo non lo incontravo, anche per i limiti che l’età impone, ma lo ricordo nelle preghiere. Ha attraversato molte prove nella vita e sono vicino ai suoi cari, con tutto l’affetto».

Gli ex colleghi veneziani

Una vita dedicata al lavoro e alla famiglia per lo “chef de rang” che a Venezia ha vissuto gli anni dell’impegno professionale. «Antonio era un gran bravo ragazzo», lo definisce ancora così Eligio Paties, titolare della trattoria stellata “Do Forni” in zona San Marco. «Era responsabile dei tavoli, andò in pensione circa 15 anni fa. Generoso, tranquillo, gran lavoratore, parlava spesso della figlia e della sua vita a Montereale. Era pendolare a Venezia, gli ex colleghi che lo ricordano con noi. Sentimenti di stima e di affetto».

Lo “chef de rang” Poletto ha accolto capi di stato, teste coronate, artisti e star internazionali al “Do Forni”: con professionalità e discrezione, tante personalità celebri nella storia di circa cinquanta anni. «Era molto legato alla famiglia», hanno detto gli ex colleghi veneziani. «Alla moglie Piera e alla figlia Consuelo».

Il lutto della comunità

Nel 2024 la famiglia Poletto aveva perso dopo una lunga malattia Piera Torresin, moglie di Pierantonio. La comunità di Montereale Valcellina e di Aviano si sono strette nel cordoglio alla figlia Consuelo. «Siamo vicini al dolore della pianista Angela, sorella di Pierantonio Poletto», Dino Salatin ex sindaco canavese ha espresso solidarietà con l’amministrazione. «Non si vedeva spesso a Caneva, ma la sorella Angela è molto nota per la sua carriera di insegnante di musica nella scuola secondaria di primo grado. Anima eventi musicali a Villa Frova e con il fratello Gaetano sono conosciuti nella nostra comunità». Il cugino Pierantonio Mella ha ricordato il legame profondo con Poletto e il dolore che ha colpito la famiglia.

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