Deroga al rumore sino all’1 concessa a due sagre estive

Via libera dal Comune per San Giovanni del Tempio e Camolli-Casut I residenti in centro già alzano le antenne: «Qui da noi niente movida»



La movida riparte a Sacile dalle sagre estive di San Giovanni del Tempio e Camolli-Casut, dove la deroga al rumore è concessa sino all’una di notte. Via libera alle “notti bianche” nella periferia urbana, con le delibere 110 e 115 approvate dalla giunta comunale del sindaco Carlo Spagnol che ha applicato il Regolamento sul rumore. In centro città i gruppi del silenzio non abbassano la guardia sulle deroghe. «Diritto al silenzio – è l’appello di alcuni residenti in centro storico –. Le sagre sino all’una di notte lasciamole nei campi e in periferia».

«Il Circolo culturale Camoi onlus ha chiesto la deroga temporanea ai limiti di rumorosità imposti dal Piano comunale di classificazione acustica per la Festa della birra – recita la delibera –. Durata di nove giorni nei weekend compresi nel periodo dal 14 al 30 giugno dalle 18 all’una del giorno successivo all’evento». Richiesta soddisfatta. «L’attività di intrattenimento e spettacolo è organizzata in modo occasionale dal Circolo culturale Camoi – ha valutato la giunta comunale –. L’intrattenimento va oltre gli orari concedibili d’ufficio (23 nei giorni feriali e 24 prefestivi e festivi) e i limiti acustici sino a un massimo di 80 decibel su 30 minuti per cinque giornate annue».

La Festa della birra, nata come sagra di Santa Teresina del Bambin Gesù, è organizzata da oltre 50 anni e rappresenta un momento aggregativo importante per la popolazione: quindi ha incassato la deroga sull’inquinamento acustico. «Si esprime parere favorevole all’estensione della deroga ai limiti del Piano comunale di classificazione acustica – recita la seconda delibera – per la sagra organizzata dalla parrocchia di San Giovanni del Tempio, della durata di dieci giorni nei weekend compresi nel periodo da 7 al 24 giugno, dalle 19 all’una di notte nei limiti di immissione acustica sino a un massimo di 80 decibel».

«Stop al centro città ostaggio della movida sacilese», dicono alcuni residenti del gruppo del silenzio che non ne vogliono sapere di vivere nella città rumorosa sperimentata dal 2013 al 2017 nelle notti del periodo natalizio e ferragostano. «Il divertimento tradizionale deve finire alle 22 – sono i paletti di alcuni residenti in centro – altrimenti gli eventi devono prendere la strada verso il Palamicheletto». Città troppo sonora? La Prefettura di Pordenone ha risposto ai sacilesi nel 2018. «Le norme – l’indicazione è stata chiara – sono note all’amministrazione che le deve applicare».

In arrivo ci sono le notti dello shopping scontato in luglio e gli eventi nelle contrade intorno al duomo, all’Ortazza e a piazza del Popolo. «È fondamentale per le Pro loco avere margini di deroga a sagre e feste – lo sostiene da sempre Adriano Perin, vertice della Pro San Giovanni di Livenza –. Questo non significa disturbare, ma tutelare le tradizioni locali». —



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