Dermatologia chiusa per ferie a Pordenone: stop alle visite per due settimane

Dei cinque specialisti ne è rimasto solo uno che, dal 5 al 21 agosto, sarà assente. Tonutti: «Periodo complicato, da ottobre entrerà in servizio una nuova figura»

 

Edoardo Anese
È la prima volta nella storia che l’attività viene interrotta
È la prima volta nella storia che l’attività viene interrotta

Per la prima volta nella sua storia il reparto di dermatologia dell’ospedale di Pordenone chiuderà, sia pure temporaneamente, per mancanza di personale. La sospensione dell’attività è prevista ad agosto – dal 5 al 21 per l’esattezza – e coincide con il periodo di ferie dell’unica dermatologa rimasta in servizio dopo una lunga serie di uscite, maternità e difficoltà nel reperire nuovi specialisti. Una situazione pesante, quindi, che sta già provocando il rinvio di visite e controlli, con particolare preoccupazione per i pazienti affetti da tumori cutanei o in trattamento con farmaci ospedalieri.

Organico in crisi

L’organico della struttura dipartimentale semplice guidata dalla dottoressa Erika Giulioni, era composto fino a poco tempo fa da cinque specialisti. Nel corso dell’ultimo anno due colleghe sono entrate in maternità, mentre altri due medici hanno lasciato il servizio all’inizio del 2025.

Da circa un mese l’attività ordinaria sarebbe quindi sostenuta da una sola professionista, chiamata a garantire visite, controlli, follow-up oncologici e gestione delle terapie per migliaia di pazienti già presi in carico negli anni precedenti. Una situazione divenuta insostenibile - considerando che ogni anno il reparto effettua circa novemila prestazioni - che rischia anche di mettere a rischio l’assistenza ai pazienti.

La segnalazione

La criticità era stata segnalata più volte alla direzione sanitaria e aziendale, anche chiedendo un supporto temporaneo da altre strutture regionali, dove i dermatologi non mancano, anzi. Tra le ipotesi valutate vi sarebbe stato anche l’impiego di specialisti provenienti da Udine, Trieste o dal Centro di riferimento oncologico di Aviano, ma finora non sarebbero arrivate soluzioni operative. L’unico rinforzo già definito è quello di una specializzanda che ha accettato l’incarico a Pordenone e prenderà servizio a ottobre.

I nodi col Cro

Nel frattempo stanno emergendo difficoltà anche nella gestione dei controlli dermatologici oncologici. Diversi pazienti seguiti a Pordenone per tumori della pelle sarebbero stati indirizzati verso la dermatologia del Cro nella speranza di ottenere appuntamenti più rapidi durante il periodo di maggiore pressione sul reparto.

Da quanto segnalato, però, molte richieste sono state respinte e rinviate al Santa Maria degli Angeli, con l’indicazione che il servizio di Aviano accetta prevalentemente pazienti con melanoma attraverso percorsi dedicati. Ne è derivato un ulteriore rallentamento nella riprogrammazione dei controlli, mentre le agende continuano ad accumulare ritardi e slittamenti.

L’attività a Pordenone

Oltre ai pazienti oncologici, la Dermatologia di Pordenone segue numerose persone affette da psoriasi, dermatite atopica e altre malattie infiammatorie croniche trattate con farmaci biologici distribuiti in ambito ospedaliero. Anche per queste categorie si teme un allungamento dei tempi per visite e rinnovi delle terapie, sebbene l’attività considerata più urgente continui a essere garantita nelrispetto dei tempi previsti.

Il commento di Tonutti

Il direttore generale di Asfo, Giuseppe Tonutti, ha confermato che il reparto chiuderà temporaneamente nel periodo delle ferie dell’unica specialista in servizio, spiegando che l’azienda si trova con un posto vacante difficile da coprire e con due medici attualmente in maternità. Tonutti ha però assicurato che «la situazione dovrebbe migliorare a breve: dal primo ottobre entrerà in servizio la nuova specializzanda assunta con il recente concorso, mentre dal primo novembre è previsto il rientro di una delle professioniste in maternità», ha chiarito.

Con questi innesti, ha concluso il direttore generale, la struttura dovrebbe tornare progressivamente a un organico in grado di riportare l’attività a una condizione di recuperare i controlli rinviati nei mesi più difficili.

 

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