Decreto Ristori Bis, c'è il bollino della Ragioneria: ulteriori indennizzi per oltre 1 miliardo

ROMA. Il Dl ristori bis varato dal Consiglio dei ministri nei giorni scorsi per fronteggiare le perdite economiche provocate dall'ultimo Dpcm è stato bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato e si avvia alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
Il provvedimento stanzia circa 1 miliardo per i contributi a fondo perduto ai nuovi codici Ateco aggiunti alla lista del Ristori 1 le nuove categorie coinvolte dalla stretta anti-Covid. Altri 280 milioni vengono stanziati nel 2021 per i ristori delle attività nei centri commerciali e per la filiera alimentare. Stanziati anche 234 milioni nel 2020 (e 78 nel 2021) per il credito d'imposta sugli affitti, 38 milioni per il ristoro ai Comuni per l'estensione della cancellazione dell'Imu. Un fondo di 340 milioni nel 2020 e 70 milioni nel 2021 per aiutare ulteriori attività se ci saranno nuove zone arancioni o rosse.
Tra le misure c'è un aumento del 50% degli indennizzi per le attività colpite dalle restrizioni previste per le zone arancioni e rosse. La misura vale 410 milioni totali, come detto, ripartite tra il 2020 e il 2021.
Un contributo «una tantum» alle strutture sanitarie private e accreditate con il Servizio sanitario nazionale anche se hanno fatto meno visite, esami o interventi di quanto previsto dai contratti di convenzione perché le Regioni hanno sospeso «le attività ordinarie»: lo prevede il decreto Ristori bis, bollinato e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il provvedimento consente in questi casi alle Regioni di erogare comunque fino al 90% del budget assegnato alla singola struttura per il 2020. SI tratta quindi di un contributo «legato all'emergenza» che si aggiunge a quanto dovuto per le prestazioni effettivamente effettuate e che servirà al «ristoro dei soli costi fissi comunque sostenuti dalla struttura privata accreditata e rendicontati dalla stessa struttura».
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