Daverio: a Palmanova un laboratorio di idee

Il popolare critico e personaggio televisivo ha visitato la città e lanciato le sue proposte per il futuro

PALMANOVA. Una giornata di “Save Italy” per Palmanova: Philippe Daverio (lo storico dell’arte che ha lanciato il movimento di sensibilizzazione sui problemi del patrimonio culturale italiano che porta tale nome) lo ha promesso.

Sì, perché Palmanova da sola non può farcela, ma può diventare un laboratorio d’idee, può partire dalle proprie possibilità (e l’eredità culturale è enorme) per sognare (anche utopicamente) un futuro diverso.

Giunto ieri pomeriggio in visita alla città stellata, Daverio ha scambiato due chiacchiere sulle potenzialità della fortezza, dialogando con sindaco, vicesindaco e con esponenti delle associazioni culturali cittadine e non solo.

Lo storico dell’arte, conosciuto al grande pubblico per trasmissioni televisive di successo, docente universitario e critico d’arte, ha ribadito che l’Italia «è il più incredibile museo diffuso del mondo con migliaia di realtà di eccezionale bellezza. Da queste piccole realtà può prendere le mosse un processo di cambiamento importante. Da qui possono nascere laboratori di reinvenzione, per i quali occorrono strategie, alleanze e comunicazione».

Un laboratorio attorno al quale coloro che hanno a cuore il bene della città si mettano a lavorare e sognino, anche in grande. E poi idee. A non finire. Daverio, con la sua vasta cultura, abbinata a un modo di esprimersi ironico e al sorriso di chi la sa lunga, ne ha fatte di proposte per Palmanova.

La città e le sue fortificazioni potrebbero, ad esempio, ospitare concorsi equestri internazionali. «Palmanova potrebbe accogliere una scuola nazionale di equitazione, potrebbe mettersi in contatto con l’accademia di Modena, con Lipica…, valorizzando la tradizione equestre. Perché non immaginare che la sua piazza possa diventare un’alternativa norditaliana al palio di Siena...».

E ancora: «Questa piazza è un palcoscenico naturale per qualsiasi evento. Perché non immaginare, ne dico solo una, che possa ogni due anni ospitare la convention di tutti i vini provenienti dalle nove direzioni verso cui guardano le punte della stella…».

Per Daverio Palmanova, per dimensioni, posizione e particolarità, ma anche per la sua “connaturata internazionalità”, può davvero diventare un caso emblematico.

«Occorrono – ha detto - risorse politiche, umane ed economiche. Ma se volete fare laboratorio di lavoro, può darsi che vinciate la scommessa».

Il sindaco Martines, durante l’incontro, ha ribadito l’urgenza di arrivare all’atteso accordo con lo Stato e la Regione.

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