Dall’idea di quattro amici al bar a un maxi gruppo da 80 milioni
Nel 1970 nacque a Portis lo Scatolificio 4S, oggi Ondulati e Imballaggi del Friuli. Cinque st abilimenti attuali, con il fiore all’occhiello della fabbrica di Villesse. L’azienda sarà tra le realtà premiate giovedì 8 ottobre dal Messaggero Veneto “Una famiglia un’impresa”

Oggi è il principale gruppo del Triveneto nella produzione di scatole e imballaggi in cartone, con cinque stabilimenti, un fatturato che viaggia verso gli 80 milioni e un sito, quello di Villesse, all’avanguardia per automatizzazione logistica.
Si chiama Ondulati e Imballaggi del Friuli e la sede resta quella originaria: a Stazione della Carnia, in comune di Venzone, dove l’azienda mosse i suoi primi passi, nel lontano 1970, con l’apertura di un piccolo scatolificio.
A raccontare la sua storia, per la quale riceverà il premio del Messaggero Veneto “Una famiglia un’impresa”, realizzato grazie allo studio Nomisma sulle imprese familiari del Friuli, è l’amministratore delegato Federico Gollino, 52 anni, che assieme al fratello Stefano ha raccolto il testimone dal padre Mario, il fondatore, scomparso nel 2022.
«Non il fondatore, ma uno dei fondatori», precisa subito Federico Gollino. A dare inizio all’avventura, infatti, furono quattro soci, da cui Scatolificio 4S, il primo nome dell’azienda, ribattezzata Ondulati e imballaggi del Friuli solo nel 1987. Ma partiamo dall’inizio.
«Tutto nacque – racconta Gollino – nella mente di due uomini che non avevano alcuna esperienza di industria: mio padre, agente di assicurazioni, e il suo amico Elso Francescatto, ristoratore. In viaggio assieme verso Trieste, dalle parti di Cormons videro un gruppo di lavoratori che scaricavano cartone, più precisamente fogli di ondulato, fuori da un capannone.
Non so cosa fu a colpirli, forse la quantità del carico, forse l’intuizione di quanto cartone richiedesse l’industria del mobile, che era in pieno boom, da Manzano fino al Livenza. Fatto sta che lì scoccò la scintilla».
Una scintilla, non un fuoco di paglia. Tornati a Venzone, e per la precisione a Portis, la vecchia Portis che sarebbe stata distrutta dal terremoto del 1976, Gollino e Francescatto ne vollero subito parlare con gli amici più stretti: Gianni Jesse, imprenditore edile e titolare dell’osteria della frazione, gestita dalla moglie, e Sergio Valent, insegnante di matematica. L’idea della fabbrica di scatole nacque così, al tavolo di un’osteria.
Sognatori? Forse, ma con i piedi per terra: nessuno dei quattro, se non Mario Gollino, ma molti anni dopo, lasciò il proprio mestiere. «Erano dopolavoristi – conferma Federico Gollino – che seppero fare gioco di squadra. Mio padre e Francescatto più votati al commerciale, Jesse alla concretezza dei numeri, Valent, mente scientifica, agli aspetti tecnici della produzione».
Tutto molto pionieristico, nei primi anni, ma la squadra era affiatata e le cose, per lo Scatolificio 4S, ingranarono bene. Solo gli eventi della vita sciolsero la squadra, fino a fare di Ondulati e imballaggi l’azienda di una sola famiglia: «Francescatto e Valent, purtroppo, mancarono molto presto. Molti anni dopo, nel 1999, morì Jesse, lasciando solo mio padre, che ha guidato l’azienda fino al 2020, prima di cedere il testimone a me e mio fratello».
La scommessa iniziale si rivelò vincente, e neppure il fatto di trovarsi nell’epicentro del terremoto del 1976 riuscì a fermare la crescita dell’azienda. Il capannone di Carnia era nuovo e ne uscì con pochi danni.
La produzione ripartì subito e sul mercato si aprivano spazi e opportunità che lo Scatolificio 4S non esitò a cogliere. Con un primo passo importante nel 1982, quando l’azienda fece la sua prima acquisizione: lo Scatolificio Goriziano di Cormòns, tuttora parte del gruppo.
«Era lo stesso capannone dove scoccò la scintilla, quello visto da mio padre e Francescatto mentre erano in viaggio per Trieste», racconta ancora Federico. Fu lì che l’azienda diventò gruppo, ma produrre soltanto scatole era una veste troppo stretta: il passo successivo fu quello di rendersi indipendenti nella produzione di cartone, per far fronte a una domanda che continuava a crescere e presidiare l’intera filiera.
Fu così, era il 1987, che nacque il gruppo Ondulati e Imballaggi: «Mio padre e Jesse individuarono la sede per il nuovo stabilimento, un capannone di 9 mila metri quadri a Villesse, e un partner industriale già attivo nella produzione di cartone, con cui venne firmato un accordo di partecipazione, un’azienda di Lucca, Carta, Cartoni e cellulosa».
Villesse, da allora, è il motore dell’intero gruppo. Un gruppo che tra Venzone, Villesse e Cormons dà lavoro a 270 dipendenti, può contare su 80 mila metri quadri di superficie produttiva coperta, trasforma in cartone 80 mila tonnellate di carta ogni anno e produce 140 milioni di pezzi, scatole, espositori, imballaggi e complementi di imballaggio.
Con il fiore all’occhiello di un magazzino interamente automatizzato, direttamente collegato con le linee di produzione e concepito per gestire una varietà di pezzi sempre più personalizzata sulle richieste del committente e soggetta a tempi di consegna sempre più rapidi.
L’intervento, il più importante di un piano di investimenti da 11 milioni in due anni, è stato affidato a un’altra azienda friulana, la Modulblok, e ha consentito di realizzare un sito capace di gestire l’80% della produzione di Villesse, un magazzino “verticale” con 8.100 posti pallet su una superficie di soli due metri quadri, con una capacità di movimentazione di ben 1.500 bancali al giorno.
«Il progetto del magazzino automatizzato – rivela Gollino – era di mio padre. Lo hanno rallentato la burocrazia prima, poi il Covid e soprattutto il post Covid, con l’esplosione dei costi e l’instabilità del mercato. Un ritardo che però ci è servito a rivedere gli obiettivi di partenza: se in origine pensavamo a un sito per stoccare i materiali di produzione, l’evoluzione di mercato ci ha spinto a utilizzarlo per lo stoccaggio e la gestione del prodotto finito.
Si tratta di gestire lotti sempre più differenziati e tempi sempre più stretti, garantendo nel contempo elevati livelli qualitativi, perché l’imballaggio non deve essere solo resistente, ma anche un elemento di marketing, capace di valorizzare il brand e l’estetica del prodotto».
Non chiamatele solo scatole: nell’evoluzione dell’industria dell’imballaggio c’è la fotografia dei cambiamenti dell’economia, del mercato, degli stili di consumo. C’è tutto questo, dai fogli di ondulato scaricati a mano del 1970 al magazzino verticale di oggi, nei 56 anni di storia di Ondulati e imballaggi del Friuli. E dire che tutto iniziò da quattro amici al bar.
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